Una lunga maratona culinaria

Una lunga maratona culinaria

È il terzo giorno della lunga maratona culinaria che terrà occupata gran parte di noi, assolutamente fortunati, per ancora un po’. 

Archiviata la vigilia con capitone, ravioli in brodo, pesce in tutte le salse,

esauriti litri di digestivi per mandare giù il pranzo di Natale, dal cappone alle lasagne, dalla polenta agli agnolotti al plin, perché regione in cui vai tradizione che trovi, finalmente è il 26 dicembre.

Santo Stefano è la festa delle rimanenze, due cicale di là, un po’ di lasagne di qua, un tronchetto in pasta di mandorle da finire, un panettone al cioccolato da assaggiare. Poi quello all’olio di oliva, quello alla cotognata, infine un bel pandoro da decorare con un ampio strato, alto almeno due dita, di Nutella. 

Neanche una passeggiata per aiutarci a digerire! Niente, la città è spettrale e se non si ha un cane da far sgambettare è difficile si trovi il modo di giustificare! Restiamo dunque intorno alla tavola a spiluccare! Comodo anche il letto dove, sotto un caldo piumone, si può guardare la televisione. Oppure su un divano, come una balena spiaggiata, dare fondo alla lettura matta e disperata di tutti i volumi accumulati sotto l’albero! 

Sì, c’è ancora spazio per un dolcetto, cartellata al miele o al vincotto? Per decidere occorre assaggiare entrambi, un morso tira l’altro e voilà già si vede il fondo. 

Ed un goccetto di spumantino ci sta proprio bene sull’ultimo assalto al torroncino!

Domani domenica ancora festa, poi cenone e pranzo di capodanno! Pancia mia fatti capanna, ciao dieta!

Non saluteremo la bilancia in questi giorni, almeno fino al 15 gennaio una settimana dopo l’Epifania che tutte le feste porta via!