Il primo dicembre, la magia di un calendario

Il primo dicembre, la magia di un calendario

Se non sai quanti giorni mancano conta i biscotti, ne hai uno al giorno. Quando finiranno sarà Natale.

La mamma di Gherard Lang ha inventato il primo calendario dell'avvento per insegnare quello scorrere del tempo che non ammette scorciatoie, ma procede senza sosta.

Il figlio ha imparato pazienza e impazienza e una volta cresciuto ha perfezionato il tutto, aggiungendo alla lezione la magia e il sogno.

Caselle, finestrelle, cassetti con una piccola sorpresa all'interno. E lo stupore è tutto lì nell'ignoto dono di un calendario che segna un traguardo e al suo arrivo la scatola esplode e dal cielo piovono stelle cadenti.

Non so resistere e apro tutte le caselle, la curiosità mi avvolge di polverina magica, lo stupore mi fa brillare come le luci dell'albero. E se sono cioccolatini? Li mangerò tutti e poi resterò a bocca aperta senza finestrelle da aprire. Non dovrebbero finire mai, dovrebbero essercene di nascoste così che l'irrefrenabile voglia di sapere non mi lasci senza quei piccoli doni, uno per ogni giorno. Che meraviglia.

Un dono al giorno, senza alcun motivo. Un dono che è come una carezza, un abbraccio, quella tenerezza che si va dissolvendo in una vita troppo seria. Giochiamo insieme immaginiamo cosa c'è dentro ad ogni sacchetto. Sarà un arcobaleno magico penso tornando bambina, sarà la strada di mattoni gialli che porta me, Dorothy, al palazzo di Oz. No, no sono Alice e se bevo la pozione magica entrerò da quella minuscola porticina che mi dischiude un mondo. Sarò entrambe e porterò con me sino al Natale e oltre il cuore di latta e l'insegnamento del Bianconiglio "per quanto tempo è per sempre? A volte solo un secondo" mi ha detto e se io inverto tutto magari un secondo, quello che impiego ad aprire la prima finestrella diventerà per sempre.