Lo Städel Museum libera l’arte

Lo Städel Museum libera l’arte

L'arte è fatta per rimanere inaccessibile ai più o esiste l'obbligo morale per chi la detiene di renderla fruibile al mondo intero?

 Lo Städel Museum di Francoforte si è interrogato a lungo sulla questione, complice il covid che ha rinchiuso l'arte di tutto il mondo tra sicure e inespugnabili mura di cemento ed è arrivato ad una conclusione rivoluzionaria. Non solo l'arte è universale e in quanto tale deve essere vista e sentita da tutti, ma non è immobile e immutabile, anzi, può e deve diventare una musa per creare arte dall'arte. In controtendenza con l'italiana querelle  sulla sacralità dell'arte. Così lo Städel ha deciso di digitalizzare e mettere a disposizione gratuitamente 22mila opere. Che potranno essere scaricate e utilizzate per qualsiasi scopo. L'arte che si rigenera senza invecchiare mai. 

"Non vi è alcun metodo più sicuro per evadere dal mondo che seguendo l'arte, e nessun modo più sicuro di unirsi al mondo che tramite l'arte" scrisse Goethe circa tre secoli fa e i fili con il quale il museo tedesco unirà, in un momento storico in cui lo strappo sociale è netto, ha nelle sue trame l'estro, il genio e la bellezza di Renoir, Botero, Klee, Parmigianino, Goya, Cezanne, Schnabel, Botticelli, solo per citarne alcuni. 

“Ciò rappresenta un passo importante verso la più ampia fruizione dei beni culturali e il dinamico scambio internazionale di conoscenze. Rendendo le opere d’arte dello Städel scaricabili attraverso la nostra collezione digitale, abbiamo aperto la strada a una ricerca su vasta scala e approfondita di 700 anni di arte" ha spiegato il direttore del museo Philipp Demandt.

Scuotendo così quella polvere sull'anima che la vita di tutti i giorni posa su di noi, ne sarebbe persuaso anche Picasso.

E il prezzo di questo inestimabile dono? Citare lo Städel Museum nei crediti.