Mai mai mai più

Mai mai mai più

Mai, mai, mai più t’amerò così tanto per tutta la vita. Mai, mai, mai più saprò darti il mio cuore come quel dì. 

 A squarciagola per le vie che profumano di mare, tra la gente incredula per una canzone, che non eri neanche nata quando è stata scritta. E la stoni un po’, ma la felicità di cantarla è più forte dell’imbarazzo di una nota non raggiunta. 

“Mai, mai, mai più io potrò accarezzarti mia dolce bambina. 

Mai, mai, mai più dolci frasi d'amore sentirai come un dì”. Che proprio non riesci a cantarle al ritmo giusto quelle ultime parole. Chiedi aiuto così in coro sembri meno fuori nota. Perché diciamolo anche le stelle tremano per quel vibrato da infrangere cristalli.

E proprio non ti entrano quelle parole così continui a ripetere sempre quel “Mai, mai, mai più t’amerò così tanto per tutta la vita”. Ma chi hai amato così tanto da non riuscire più ad amare così? 

Cammini con il mento all’insù, noncurante della gente che ti passa accanto, quando poteva sfiorarti un estraneo senza pensare alla sua possibile carica virale. Con fare teatrale poi arrivi al punto più drammatico “Ero pazzo di te, eri pazza di me, ma purtroppo capii che non eri per me da quel giorno che tu mi tradisti così, perché cuore non hai e mi hai fatto soffrir…” per poi risalire con gioia a quel mai mai mai più, che suona esattamente come il contrario, sembra una promessa di eterno amore a venire. Sorridi beffarda di un amore che ti fa impazzire, tu che la testa non la perdi mai, così dici. 

Le rime continuano e tu continui a scordarle. E te le ripete pazientemente ancora una volta quell’amica del vinomediocreinuncalicebanale esperta come nessuna nell’universo in canzoni con più di 50 anni di età. Che anche lei non era ancora nata, ma da Mariù in poi sono tutte nel suo jukebox mentale.

Lei la canta senza sbagliare nota, neanche quell’altra tua amica stecca, quella che ha il gel igienizzante in borsa da quando ancora si sbucciava le ginocchia ma se vede Ettore con un forasacco non c’è batterio killer o virus che tenga, le mani nude sono già lì.

E tu felice stoni e con piglio sornione intoni quelle ultime parole “E tu sai, bimba mia che impazzivo soltanto per te” e ti si legge perfettamente in volto “Bimba mia? A me?…mtz.”