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Pel di carota

Pel di carota

Mi stavi guardando, con i tuoi occhioni verdi, un globo terracqueo.

Nel caldo di una vetrina, finestra sul mondo che hai scelto per guardare curioso l’umanità che pullula. Una coppia cammina parlando e ridendo, di chissà cosa non sai, c’è poi quel uomo in giacca e cravatta che corre sempre, tornerà a casa? Pranzerà con chi ama? Ci sono due bambine, le tue preferite, sotto il piumino indossano un tutù, ami quando la fantasia va al potere. Peccato perderla crescendo, ma va esercitata, piccoli esercizi ogni giorno, una pioggia di gocce di magia. Altrimenti si diventa aridi, sterili, come quella signora, un po’ grande, che cammina a fatica, si è persa tutto il bello rincorrendo le fatiche quotidiane e il tempo correva più di lei, ora è stanca, non si è mai fermata. Un giorno ha deciso di riprendersi il suo tempo e da allora ogni mattina esce, una passeggiata sino al mare, per aprire lo sguardo verso un orizzonte sconfinato. “Troppo tempo sono stata confinata tra quattro mura, mai più”. Pian piano sta prendendo una forma diversa, è come se l’acqua del mare fosse entrata sotto pelle e l’avesse riempita. Ancora qualche passeggiata e non sarà più arida. Il cambiamento si percepisce già. Dalla tua vetrina, accovacciato al caldo, osservi tutto. L’estate è tutto più bello, sono tutti più felici e poi vivono insieme, bambini, ragazze, anziani, sembra una festa. Anche la primavera ti piace, i profumi dei fiori che sbocciano, una perenne vigilia di festa e poi l’autunno, ancora caldo con i suoi colori forti e intensi e dal piano superiore ti arriva il profumo delle castagne. L’inverno è invece un nemico giurato, con quel freddo che non ti dà tregua e il naso sempre gelido. Gli umani dicono che serve alla terra, te ne fai una ragione, se serve per riavere gli alberi verdi, i fiori, la frutta, lo sopporti. A malincuore ma lo sopporti. Il mondo là fuori ti sembra così bello, a volte vorresti seguire quelle persone ed entrare nelle loro vite, passando dalla porta di casa per arrivare dritto al cuore. Ogni giornata dovrebbe essere così, morbida e luminosa. Non tutte lo sono e in quei casi decidi che le coccole sono una via giusta per illuminare il giorno. Ora vado via, il tuo manto rosso e bianco risveglia la tenerezza, necessaria oggi più che mai. Le tue zampe bianche, il candore morbido e luminoso che tanto ami. Sei un attimo di beatitudine, piccolo tenero gatto arancione. Buono e soffice, così estraneo a questo tempo distraente. Ma come fai? C’era solo uno come te. Magari lo conosci, forse siete parenti.

Sei fratello di Bettino?

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