La poesia come impegno civile, Amanda Gorman

La poesia come impegno civile, Amanda Gorman

Cammina fiera come una regina africana. Compie gli stessi passi che prima di lei solo altri sei, tra poetesse e poeti, avevano percorso. 

 Maya Angelou, Robert Frost, Miller Williams, Elizabeth Alexander e Richard Blanco.

Amanda Gorman è la più giovane di tutti loro ed è l’unica a cui è stato chiesto di comporre una poesia per l’insediamento del presidente degli Stati Uniti.

L’orgoglio e l’impeto sono in lei, sale sul palco portando con sé i suoi 22 anni, nei quali ha già lottato e vinto contro il fato,  e declama i versi della sua The Hill we climb che parlano ad una nazione frantumata in mille pezzi, scava nel buio, nella violenza e nell’orrore cercando quel senso di solidarietà e unione necessari per ripartire. 

“Dove troveremo la luce in questa ombra senza fine, la perdita che ci portiamo dietro, un mare che dobbiamo guadare?”

Ferma nella sue certezze “Ma se la democrazia può essere periodicamente ostacolata, essa non può mai essere permanentemente sconfitta. In questa verità, in questa fede crediamo. Perché mentre poniamo i nostri occhi sul futuro, la Storia pone i suoi occhi su di noi”. Parla alla nazione volgendo lo sguardo agli ultimi anni della storia americana, il Black Lives Matter, le vicende di Capitol Hill, il coronavirus, l’amministrazione Trump. 

Nel solco della Angelou parla di oppressione, femminismo, razza e della  diaspora africana. 

Quando Kamala Harris fu eletta, la giovane poetessa afroamericana annunciò che nel 2036, non appena avrà l’età per farlo, si candiderà alla presidenza degli Stati Uniti.

Amanda Gorman affianca alla sua vocazione poetica il suo impegno civile, portandoli avanti di pari passo. 

A 16 anni viene nominata the Youth Poet Laureate of Los Angeles. Si laurea ad Harvard in sociologia e diventa nel 2017 la prima poetessa nominata National Youth Poet Laureate. Sempre nel 2017 è la prima poetessa ad inaugurare la stagione letteraria della Biblioteca del Congresso e fonda l’organizzazione no profit One Pen One Page che offre corsi di scrittura creativa e aiuta giovani scrittori svantaggiati a pubblicare le loro opere.

“Non torneremo indietro verso ciò che era, ma ci trasferiremo in quello che sarà un paese ferito, ma integro, benevolo, ma audace, feroce e libero” declama fiera muovendo le mani come se le parole fossero musica da dirigere. 

Ha soli 22 anni e prima di salire sul palco, accompagnata dalla mamma si fotografa con Barack e Michelle Obama, con Bill e Hillary Clinton per “il selfie dell’anno”. I versi scivolano via come perle e quando arriva alla fine saluta tutti con un leggero cenno del capo e va via, elegante nel suo cappotto Prada, giallo come l’abito che indossò all’inaugurazione della stagione della Biblioteca del congresso, mentre riecheggiano nell’aria le sue parole “Quando arriverà il giorno, usciremo dall’ombra in fiamme e senza paura. La nuova alba sboccerà mentre la liberiamo. Perché c’è sempre la luce. Se solo fossimo abbastanza coraggiosi da vederla. Se solo fossimo abbastanza coraggiosi da esserlo”.