Paul Cézanne, il colore e il sangue dell’arte

Paul Cézanne, il colore e il sangue dell’arte

Solo colore, ricercato, studiato, vero. Nessuno spazio per la luce. I suoi quadri, dei quali non era mai soddisfatto, sono inconfutabili verità.

Paul Cézanne, nato ad Aix-en- Provence il 19 gennaio del 1839, ha dedicato tutta la sua vita all’arte, alla verità, alla necessità di esprimersi attraverso la pittura.

La critica del suo tempo, i colleghi artisti non riconobbero il suo talento, il suo conoscere la verità e le leggi del mondo e restituirle nella loro purezza attraverso l’uso del colore. "Ogni pennellata che dò, è un po' come del mio sangue mescolato a un po’ di sangue del mio modello, nel sole, nella luce, nel colore. Dobbiamo vivere d’accordo, il mio modello, i miei colori e io". È in questa frase la ricerca di Cézanne, il suo dedicarsi alla pittura, in un equilibrio tra la sofferenza di ciò che si intuisce e di quel che altri non comprendono.

Tardi, troppo tardi, come spesso accade, si riconoscerà il talento di Cèzanne che era ben chiaro al suo amico e compagno di studi Èmile Zola che nel 1877 scriverà in occasione della terza mostra degli impressionisti “le tele di questo pittore, così potenti e così sentite faranno forse sorridere il borghese, ma c’è in loro la stoffa del grande artista”. L’amicizia tra i due verrà meno dopo la pubblicazione nel 1886 del racconto di Zola L’Œuvre nel quale si narra la vita di un pittore fallito, Claude Lantier, che sceglierà il suicidio per risolvere il conflitto tra le sue ambizioni e la sua incapacità. Cézanne crede che Lantier sia lui negli anni giovanili, e ne resta offeso.

Paul Cézanne muore il 22 ottobre del 1906, nel 1907 il Salon d’Automne gli dedica una retrospettiva. Vi partecipano Gertrude Stein, Apollinaire, Braque, Picasso e il poeta Rainer Maria Rilke che nelle lettere alla moglie scrive di  Cézanne "vecchio, malandato, ogni sera consunto fino allo spasimo del regolare lavoro giornaliero, arrabbiato, diffidente, deriso … schernito, maltrattato … sperava un giorno, di raggiungere quel compimento che egli sentiva come l’unico essenziale".

Non resta a tutti noi che osservare le sue opere e scoprire le tracce di un futuro che è già passato e di un presente che verrà, tra pennellate di colore in cui il sangue è in ogni pigmento.