La giostra di Nina di Berruti gira per noi

La giostra di Nina di Berruti gira per noi

Valerio Berruti è un artista, come tanti studia al Dams, si laurea in critica d’arte e poi a 28 anni spicca il volo.

Viene selezionato dall’International Studio and Curatorial Program di New York. Due anni dopo partecipa alla mostra collettiva Uniforms and Costumes all’Herzliya Museum of Contemporary Art in Israele. Partecipare a una delle residenze più importanti d’Europa, la Dena Foundation for Contemporary Art a Parigi.

Nel 2008 tiene una mostra personale Magnificat a Seoul, nello stesso anno partecipa alla collettiva Detour Centre Pompidou di Parigi. 

Nel 2009 è il più giovane artista del Padiglione Italia della 53a Biennale di Venezia con la videoanimazione La figlia di Isacco, su colonna sonora di Paolo Conte. Le sue immagini di I Can Fly illustrano la copertina di Angoli nel cielo, l’ultimo album in studio di Lucio Dalla.

Per la sua personale Kizuna il maestro Ryūichi Sakamoto realizza appositamente per lui le musiche.

Nel 2015 in occasione dell’ostensione della Sacra Sindone viene esposta la sua opera Udaka alla mostra Holy Mystery.

Espone ovunque in Italia e all’Estero, spazia tra diversi generi, si diverte ad esplorare i confini dell’arte, che confini non ha. Realizza un flipbook di 71 tavole Come il vento tra i salici per animare la traduzione di Beppe Fenoglio di The Wind in the Willows di Kenneth Grahame.

Berruti realizza poi un piccolo capolavoro.

Una giostra gira, il bianco abbaglia, le luci illuminano quel sogno fatto di ali spiegate che prendono il volo. Sulle note di Ludovico Einaudi la Giostra di Nina gira, e gira ancora, in un lento vortice di immagini che hanno lasciato la carta e preso forma. Il sogno di Berruti è uno scrigno di immagini. Tremila, tutte realizzate a mano e unite in sequenza dove racconta la storia di Nina, una piccola giostraia, del nonno non troppo buono e dell’amico Geppo, ragazzone con l’animo puro di un bambino. Il viaggio di Nina è iniziato tra le parole, diventate poi disegno, poi ancora una scultura, una enorme giostra di sette metri di diametro esposta al Maxxi di Roma e infine un cortometraggio, premiato in questi giorni con l’Outstanding Achievement Award al Continental Film Festival di Toronto.

Abbiamo raggiunto Berruti per farci raccontare qualcosa di Nina, di sé e delle sue molteplici arti.

 

Come è nata La giostra di Nina?

È nata chiacchierando con il mio amico Roberto Pisoni, il direttore di Sky Arte, che mi ha spinto a produrre un corto animato con una sceneggiatura complessa, ma realizzato con la stessa tecnica dei miei video che nascono fotografando i disegni messi in sequenza. Allora mi sono ricordato di aver letto una bella storia (scritta da un altro caro amico Filippo Bessone) che ho un po’ stravolto e asciugato, ma che è stata l’ispirazione del corto. Anni prima avevo realizzato una piccola giostra con uccellini al posto dei cavalli, ho unito le due cose ed è arrivata “Nina”. 

 

Ci parli un po’ di te?

Sono un’entusiasta e faccio la vita che ho sempre sognato di vivere da bambino. Non entro nel privato se no finirei per essere stucchevole. 

 

Le tue immagini sono sempre appena accennate e richiamano una dimensione onirica. Lasci molto all’immaginazione di chi guarda. È una scelta voluta?

Certo. Mi piace che sia l’osservatore a riempire i miei vuoti, a metterci dentro la propria dimensione.

 

Quanto abbiamo bisogno di sognare?

Sempre, con gli occhi spalancati e in piena coscienza.

 

I tuoi prossimi progetti?

Il corto “La giostra di Nina” sta facendo un bel giro nei festival internazionali dopo la prima assoluta alla Festa del Cinema di Roma avvenuta insieme alla mostra al MAXXI dello scorso ottobre. Inoltre sto progettando di riportare la giostra (la grande scultura) in uno spazio meraviglioso d’Italia, quest’autunno.Sempre quest’autunno ci sarà la presentazione ufficiale del video “L’abbraccio più forte” (la videoanimazione realizzata coi 768 disegni creati durante il lockdown per chiunque facesse una donazione per il Covid hospital della mia terra) per cui sto ultimando le ultime fasi di lavorazione mentre le diverse sedi della mia galleria (MarcoRossi artecontemporanea) ospiteranno una mia personale di scultura.Sono inoltre al lavoro con la mia città, Alba, che mi ha appena designato ambasciatore nella rete creativa Unesco.