Piè di Mosca libera i libri

Piè di Mosca libera i libri

Nasce tutto da un piede di mosca, che non è la zampetta dell’insetto più fastidioso e inutile sulla faccia della terra

ma un segno tipografico che marca le divisioni nei testi. Un carattere invisibile, a meno che non si voglia, ma che proprio nella sua invisibilità lavora, cerca, determina.

Piè di mosca è la piccola casa editrice indipendente nata a Perugia dall’incontro di quattro persone Andrea Russo, Elena Zuccaccia, Costanza Lindi e Alessandro Mencarelli. I primi due si incontrano a Roma in un corso di editoria. Elena decide di fondare la casa editrice e subito a ruota aderiscono gli altri.

E’ nata lo scorso anno, prima era un service per l’editoria, poi è nata una rivista Sette Pagine, ogni uscita un tema. Il prossimo numero che poi è il quarto, avrà come tema portante il soundtrack, le colonne sonore. Noi lanciamo la call e poi scrittori, illustratori e poeti rispondono” spiega Andrea Russo.

La giovanissima casa editrice ha pubblicato i suoi due primi libri. Cicero, guida illustrata alle figure retoriche,  un progetto che combina poesia e  grafica e nasce dalla tesi di laurea dell’autrice Lucia Biancalana, diplomata in Grafica dell’immagine e Illustrazione all’ISIA di Urbino. Una sorta di abbecedario delle figure retoriche.

La seconda pubblicazione è un libro per ragazzi Quaranta cose (in)esistenti a cura di Carlo Sperduti con le illustrazioni di Camilla Zaza.

Tra gli Strappi alle regole che generano progetti unici, le Ossa che sono la narrativa “non di genere e senza vincoli”, Catrame per i fumetti e Catramini per gli albi illustrati, le Branchie che generano poesia, la Corteccia che è vita vissuta, la Ruggine che con pazienza recupera autori dimenticati e Qatiran, uno sguardo sul fumetto arabo, i quattro giovani editori hanno una idea chiara di quello che diventerà Piè di Mosca. E la stanno costruendo passo dopo passo. Con le intuibili difficoltà della editoria indipendente.

Il prossimo progetto editoriale sono due libri che sono già stati pubblicati da una casa editrice preesistente che noi ripubblichiamo con una nuova veste grafica. Sono due riscoperte. Inauguriamo ufficialmente la collana narrativa per adulti Ossa con il libro di Angelo Calvisi un genovese e con uno di Carlo Sperduti. Entrambi libri dovrebbe uscire ad aprile”.

Più che una passione è una vocazione - rimarca Andrea - mi è sempre piaciuto il dietro le quinte e tutto ciò che c’è dietro la pubblicazione di un libro. La cura grafica, la correzione delle bozze. In una piccola casa editrice tutti fanno un po’ tutto e io oltre a fare questo mi occupo anche dei rapporti con i librai”, lui che libraio lo è nel suo paese natale.

Ed è lì che nasce tutto. A casa. “Il mio primo incontro con i libri è stato banalmente, o forse no, a scuola e in famiglia. Mio fratello maggiore mi ha trasmesso questo amore per i libri, lui è un grande appassionato di poesia. Poi ho sviluppato personalmente questo mio amore per i libri con gli autori della Beat Generation e poi classici per ragazzi”.

E sono i libri che muovono tutto. I libri che nei sogni di Andrea dovrebbero diventare oggetti di uso comune “vorrei che perdessero l’aurea che li circonda, per diventare degli oggetti di uso quotidiano. Considerare i libri come oggetti preziosi può essere un limite. Mi piacerebbe che tutti potessero fruirne in maniera libera, ad esempio nelle biblioteche scolastiche i testi sono chiusi negli armadietti sottochiave. Sarebbe bello se gli studenti potessero consultarli liberamente e se i libri presenti non fossero necessariamente funzionali al contesto didattico. Mi piacerebbe poter trovare in una biblioteca per ragazzi anche libri come 1984 di Orwell. Libri che ti permettano di avere la tua personale visione del mondo”.

Cita Orwell non a caso perché 1984 “è il libro che ha contribuito a formare la mia consapevolezza critica rispetto a tutto ciò che guardo ogni giorno” anche se poi la cosa più importante non è tanto avere un libro del cuore, “la cosa importante è la varietà di ciò che leggiamo. Più libri leggiamo, più libri tocchiamo, più storie ci vengono fornite, più cresce la nostra consapevolezza di lettore e di osservatore del mondo”.