Amare l’architettura, Gio Ponti

Amare l’architettura, Gio Ponti

Ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’architettura, del design e dell’arte, del 1900. Giovanni detto Gio Ponti non è solo architetto.

È stato anche poeta, designer, critico, scrittore. E proprio il suo libro Amate l’architettura, a quarant’anni della sua scomparsa, ispira il titolo della mostra a lui dedicata al MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, di Roma, Gio Ponti, amare l’architettura. Una retrospettiva, visitabile fino al 13 aprile, a cura di Maristella Casciato, Fulvio Irace con Margherita Guccione, Salvatore Licitra, Francesca Zanella. Nella mostra sorprendono i modelli originali, le fotografie, i libri, un percorso nella conoscenza dell’uomo Gio Ponti e del suo essere artista.

La forma che si piega allo spazio, diviene sottile, funzionale, immaginata. Cemento armato, armatura a maglie larghe che si piega anche, che si lascia attraversare, mai barriera ma sempre fonte di dialogo con la luce. Una vita dedicata alla ricerca e alla comunicazione del suo processo di maturazione artistica, dove l’architettura è tema fondante delle sue altre esperienze. Dove architettura è fusione con arte e design, è colore, è natura, è poesia.

Lo si respira lungo il percorso, lo si vede dalle riviste dirette da Gio Ponti, Domus e Stile, dalle foto della villa per Daniel Koo in California, dalla Scuola di Matematica nella Città Universitaria di Roma al Primo Palazzo Montecatini, dai progetti per l’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma e del Denver Art Museum dove l’architettura è cristallo per poi diventare leggera come nella Concattedrale di San Cataldo di Taranto, e nel suo più noto grattacielo, a Milano, Pirelli.  Costruzioni leggere nella loro imponenza. Ma oltre queste architetture Gio Ponti ha segnato un’epoca anche nel design ideando oggetti, lasciando la propria impronta nella cultura del XX secolo, una lezione di stile utilizzando sapientemente diversi linguaggi, in cui l’ispirazione è dettata dal dialogo continuo e costante con ciò che c’è intorno, con le tradizioni, con la parola, con la natura, con la storia.