La Puglia Racconta, l’arte dell’illustrazione

La Puglia Racconta, l’arte dell’illustrazione

"Scambiarsi idee, confrontarsi è fondamentale. L'illustrazione è un'arte e come tale si ciba di altra arte e di tutto ciò che ha intorno.

Che sia un incontro, la musica o una mostra. Tutto ti mette in movimento". 

Nasce così La Puglia Racconta, l'associazione culturale che accoglie illustratori pugliesi e non,  frutto di una idea di Daniela Giarratana, barese di nascita, studia prima all'Accademia delle Belle Arti di Lecce e poi alla scuola Comics di Roma. Decide di tornare nel luogo in cui è nata e di creare una casa virtuale per chi come lei vive di disegno. "In pochissimo tempo sono riuscita a trovare 80 illustratori, ognuno di loro era chiuso nella sua stanza con matite e fogli di carta". Daniela prende tutti questi talenti e apre le porte delle loro stanze per rendere i passaggi comunicanti, per far circolare l'aria che è talento e voglia di esprimere se stessi. 

 "La nostra idea è portare il mondo dell'illustrazione in Puglia e il mondo degli illustratori pugliesi fuori dalla Puglia" spiega Daniela che ci invita a scoprire il loro ultimo lavoro collettivo la mostra Grazie dei fiori realizzata per il tour di Erica Mou. Dieci donne, scelte dalla cantautrice, dieci illustratori e un filo comune che li unisce: la straordinarietà di chi è ritratto e di chi ha ritratto. La mostra curata da Samantha Nuzzi, anche lei de La Puglia Racconta, mostra una Nina Simone seduta a gambe incrociate con quel suo inconfondibile sguardo forte e fiero, realizzata da Nadia Gelsomina; l'eleganza triste di Mia Martini disegnata dalla Giarratana; la fierezza e l'immancabile ruga tra le sopracciglia della più grande tra le grandi Anna Magnani, riproposta da Carla Indipendente; il viso fuori dal tempo di Marina Abramovic realizzato da Valerio Puzzovio; il caschetto biondo e l'immancabile sorriso di Raffaella Carrà disegnata da Gabriella Carofiglilo; la serenità imperturbabile di Jane Goodall riproposta da Nataly Crollo; il viso rugoso con gli occhi curiosi di Margherita Hack, disegnata da Amalia Tucci; la forza di Bebe Vio vista come una venere alata da Amelia Chieco; la lunga chioma di platino di Donatella Versace, curata dalla Nuzzi e il viso votato all'amore di Saffo, curato da Giuseppe D'Asta.

La mostra accompagnerà le dieci tappe del tour della Mou, un modo per scoprire le dieci donne scelte dalla cantautrice ma anche gli artisti che le hanno portate su carta. "Si nasce con la voglia di creare, di disegnare favole, personaggi, ma è qualcosa che va sperimentato, studiato. Si fanno ricerche, bisogna conoscersi, perché se si rimane chiusi nella propria stanza non si riesce a crescere.  L'idea di valorizzare gli stili, di far circolare le informazioni è una cosa fondamentale. È importante per ogni illustratore conoscersi per capire anche stilisticamente cosa può migliorare e dove si possono prendere stimoli per crescere. È uno scambio culturale continuo".