Prinz Zaum “la resistenza alla banalità delle barbarie”

Prinz Zaum “la resistenza alla banalità delle barbarie”

Un angolo in centro, una libreria dove entrare, sedersi, prendere una birra, leggere un libro. Scoprire di avere una comunità.

In una piccola libreria indipendente nel centro del quartiere Madonnella di Bari, la Prinz Zaum, puoi assaporare l’idea non troppo sbagliata di essere in un piccolo mondo in una città metropolitana. Qui il cuore di Antonio De Mattia ha pompato sangue alla mente di Arcangelo Licinio, per dare una nuova vita all’antico locale della Latteria Principe, altro luogo di comunità.

“La libreria ha lavorato moltissimo ragionando su due parametri fondamentali, il primo, dare voce e vita alle case editrici indipendenti, quelle che hanno una distribuzione minore, il secondo, ed è stata una scelta vincente, creare una comunità di lettori” spiega De Mattia, che per dar vita a questa comunità organizza spettacoli teatrali per i più piccoli, laboratori per i ragazzi, gruppi di lettura per gli adulti e naturalmente presentazioni di libri.

Il doppio binario sul quale si muove Prinz Zaum ha una storia abbastanza lunga. Sempre su via Cardassi, per sei anni è stata aperta la libreria Zaum, fondata da Arcangelo Licinio. La risposta della gente è stata talmente positiva che quello spazio è diventato troppo piccolo.

Da qui l’idea di far crescere la libreria Prinz Zaum, con il lavoro congiunto di De Mattia e Licinio “volevamo ricreare qui quello che avevamo visto nei nostri viaggi a Berlino, nel nord Europa. Volevamo mutuare le esperienze dei caffè letterari intesi come librerie, caffè, luoghi di incontro perché ciò che ci ha sempre stimolato, che ci piaceva, era l’idea di sviluppare una comunità di quartiere, di persone che si riconoscono in questo luogo. Non soltanto lettori, ma gente del quartiere che viene qui a fare colazione, a passare il tempo, a studiare e questa cosa ci inorgoglisce molto. La nostra attività è nata così”. In meno di due anni Prinz Zaum è diventata una libreria di comunità, in un quartiere in continua evoluzione. “La gentrificazione può avere una accezione negativa quando è intesa come speculazione all’interno di un quartiere. In questo quartiere la cosa interessante, anche grazie al lavoro che noi abbiamo fatto è stata una sorta di gentrificazione senza spostamento. Abbiamo migliorato, con la nostra presenza, la qualità dei luoghi e questa cosa è stata a beneficio degli abitanti del quartiere oltre che di quelli che ci vengono ad incontrare”.

Prinz Zaum  è  un punto di riferimento  ma “Essere liberi ed indipendenti non paga tantissimo dal punto di vista economico.  Dal punto di vista del senso delle cose che fai è impagabile, ovviamente. Lo vedi nel quotidiano, nelle modificazione dei comportamenti, dei ragionamenti, negli atteggiamenti resistenti che si sviluppano, e questa è una cosa a cui teniamo moltissimo soprattutto in questo periodo storico”.

Prinz Zaum è una forma di resistenza, “la resistenza alla banalità della barbarie”.