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Gattitudini

Gattitudini

Thomas Stearns Eliot amava i gatti. Moltissimo. La sua casa era una colonia di gatti, e si divertiva ad affibiargli nomi strani.

George Pushdragon, Pettipaws e Wiscus, pur sapendo che nessuno di quei nomi era IL NOME.

Li riteneva portatori di “due qualità in misura estrema: dignità e comicità”, per questo li amava, li accudiva, li osservava e scriveva di loro.  Nel 1915 nella poesia forse più famosa che ha scritto La canzone d’amore di J. Alfred Prufrock parlava di una macchia gialla che si strofina la schiena, si lecca, fa salti all’improvviso. Nel 1931 scrive una lettera al figlioccio Tom Faber sul suo gatto Jellyorum, ed è da quella lettera che nasce l’idea di una intera raccolta di poesie dedicate ai gatti. 

Old Possum's Book of Practical Cats viene pubblicato nel 1939 dalla casa editrice Faber and Faber di cui era direttore e con la quale aveva pubblicato le opere di Ezra Pound e Wystan Hugh Auden.

Nello stesso anno in cui si concluse l’esperienza della rivista di poesia The criterion, curata da Eliot con Pirandello, Proust, Auden e Yeats dà alle stampe la sua ode ai gatti.

Old Possum è lui, quel nomignolo gli fu affibbiato affettuosamente da Ezra Pound, prendendolo in prestito da una raccolta di racconti popolari del 1880 di Joel Chandler Harris.

Ogni gatto deve avere tre nomi, decreta Eliot, un nome sensato per uso familiare; uno dignitoso “Ma io vi dico che un gatto ha bisogno di un nome/che sia particolare, e peculiare, più dignitoso;/come potrebbe, altrimenti, mantenere la coda perpendicolare,/mettere in mostra i baffi o sentirsi orgoglioso?” e Il nome “Quando vedete un gatto in profonda meditazione/la ragione, credetemi, è sempre la stessa:/ha la mente perduta in rapimento ed in contemplazione/del pensiero, del pensiero, del pensiero del suo nome:/del suo ineffabile effabile effineffabile/profondo inscrutabile ed unico NOME”.

La sua esperienza personale diventa un trattato di gattitudine, ne individua quattro specie: il vecchio gatto Gumbie, il gatto pratico, il gatto porpentino e il gatto grande bravo. 

Il libro, ça va sans dire, è un successo di pubblico e viene stroncato dalla critica. Come poteva un poeta che portava in sé i semi di quel premio Nobel che vinse nel 1948, l’autore della Terra desolata, con il mondo ad un passo dalla seconda guerra mondiale, scrivere in rima di gatti? Noncurante del pensiero altrui scrisse di Pelastinco Rotella de’ Binario e Brunero, gatto del mistero, di Gattatràc e Gattafascio, con assoluta sincera ammirazione.

La desolazione incombeva sul mondo, le persone nei vicoli bui, all’interno delle loro case, sul tram che li portava al lavoro leggevano di gatti nobili, irriverenti, pasticcioni, meditabondi e li amarono. Come li amò Andrew Lloyd Webber, che proprio ispirandosi a quel libro scrisse il musical Cats.

Andò in scena per la prima volta l’11 maggio 1981 al New London Theatre nel West End di Londra con la regia di Trevor Nunn e le coreografie di Gillian Lynne. Vinse otto Tony Awards e il Laurence Olivier Award for The Best Musical. Da allora è sui palcoscenici ininterrottamente in ogni angolo del mondo. Settantatré milioni di persone hanno visto i gatti miagolare.

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