Visioni d'insieme

Ida Vallerugo, stanza di confine

Ida Vallerugo, stanza di confine

Lo scorrere del tempo è il percorrere una strada,e non sempre ciò che è nuovo raggiunge ciò che è vecchio. Rincorrere e non incontrarsi. 

In un tondo perfetto basterebbe sostare ed aspettare. La vita è questo, scorrere. Su linee parallele e linee che si intersecano, tra boschi e paesaggi, tra paesi e città, nei luoghi in cui si vive e in quelli che si immaginano. 

Stanza di Confine di Ida Vallerugo, è una raccolta di poesia edita da Crocetti. Divisa in quattro parti: Terra di dentro, Viaggio col padre, Stanza di confine, Grecia.

Nella prima c’ è il ricordo, la riproposizione di un’emozione, l’incanto di qualcosa che resta nella memoria. “Una voce al mondo chiama. /È una mano col grappolo. Un canto. Una strada nuova. / Chiama ancora. Forse prima è stata la mente a chiamare./ Se lei dona./ Se canta./ se non accosta un abisso alla strada./ E forte torna a chiamare quella voce al mondo./ Mano incerta. Finestra sul mondo. /Corpo che si adagia sul fondo. /Voce che non incontra voce. Torna a sé. / Il lenzuolo sulla testa”.

Nella seconda parte  c’è il padre avvolto nel silenzio, c’è il non detto e un timore. “Padre nella luce bianca e ti vorrei rapire/ che ferite, padre, ti ha fatto il tempo./ E ti sei avvolto nel silenzio./ E si allontana il mondo. Ti porto io./ Territorio d’ombra. Questo luogo non ci sa, padre/ non c’è, non c’è più segreta evidenza./ E tu ‘Eppure si torna’”.

Nella terza la stanza e gli altri mondi, i versi propri e quelli altrui, come in Luna privata una tra le liriche più intense della letteratura italiana. “Luna dei giorni miei, luna accecata/ se la pietà è morta, perché la poesia?/ ‘La pietà non è morta. Non muore la poesia?. / Sono stanca, luna, e anche tu sei stanca …” ed è la luna di Ritsos, di Pasolini, di Mandela.

Nella quarta parte  c’è la Grecia, la vita, la poesia. “Ascolta. Si alza in noi/ quel vento che soffia sulle colonne in proporzione perfetta/ e scioglie il mare. È l’ora fonda./ E il canto dei corpi abbracciati/ sonda il più chiaro dei nostri misteri”.

Non resta che prendere questo libro, voltare le pagine e respirare le parole, soffio di poesia, soffio di vita.

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