Fuoco su Babilonia, poesie di Aldo Nove

Fuoco su Babilonia, poesie di Aldo Nove

Le sue poesie sono parole che generano emozioni, colpi profondi ed incisivi che scavano l’anima, restituiscono colore. Dinamica.

La sua è una passione per le parole, che piega e adatta e trasforma in visioni. È poesia che non si nasconde ma si manifesta con la sua forza sulle pagine, riecheggia nella mente del lettore come un invito al quale non ci si può sottrarre.

Chi muore è volgare:/ gentilezza battuta/ dalle foglie austera./ Sempre mi alzo a vedere primavera./ nessuna quaresima smentisce il sole./ La gioia non ha bisogno,/ di noi”.  La poesia Stagione è una delle tante raccolte in Fuoco su Babilonia! di Aldo Nove edito da Crocetti, a cura di Gemma Gaetani e con una introduzione di Elio Pagliarani.

Da sempre il portinaio/ mi spia. Eppure vado/ avanti con le borse/ e indietro ogni mattina./ Tra quelle grida ossute/ di corridoi negli occhi/ l’angoscia assume sempre/ la forma di un saluto”, scrive Aldo Nove, pseudonimo di Antonio Centanin, che ha deciso da bambino, a sei anni, in prima elementare, di fare lo scrittore, “lo scrittore di quella cosa miracolosa che ho cominciato a divorare appena ho iniziato a collegare tra loro le lettere e a capirne le articolazioni: parlo della poesia”.

In questo volume le poesie di Aldo Nove, tornano al lettore in una precisa scansione temporale, accordano i pensieri del poeta a quelli del lettore che in molti casi può riconoscere come suoi.

Scendendo salgo in valli/ d’idrogeno: s’aggruma/ il sole sull’asfalto/ di un’autostrada stanca,/ cui sfugge l’essenziale/ per essere percorsa:/ un qualche sblocco intendo/ o un punto di partenza/ in cui viaggiamo spenti./ Talvolta un ponte oscura/ l’oscurità del giorno/ ma chi s’accorge? Sempre/ noi ci vivrà una larva/ d’eternità, domani:/ io ti amo vuoto immenso/ io ti amo vita mia”.