Byung-Chul Han, La scomparsa dei riti

Byung-Chul Han, La scomparsa dei riti

Scompaiono i riti, il senso del tempo, l’indugio, i sentimenti, l’attenzione, verso cose e persone e si perde il senso di comunità.

Byung-Chul Han ci apre nuovamente gli occhi con il suo saggio La scomparsa dei riti. Una topologia del presente edito da Nottetempo e tradotto da Simone Aglan-Buttazzi.

“I riti e le cerimonie sono azioni umane genuine capaci di far apparire la vita in chiave festosa e magica, mentre la loro scomparsa la dissacra e la profana, rendendola mera sopravvivenza. Da un reincarnato del mondo, perciò si potrebbe aspettare un’energia curativa in grado di contrastare il narcisismo collettivo”.

E’ un libro che non va spiegato, ma letto e compreso. Byung-Chul Han riesce a condensare in poche pagine, appena 123, molte verità sulla vita che stiamo vivendo. Spiega in modo cristallino quello che la fretta ci ha tolto. Non ci soffermiamo più a pensare alle conseguenze di un modo di vivere che ci sta cambiando più di quanto siamo disposti ad ammettere. In questo vortice senza fine nel quale siamo caduti, i riti, tutti i riti, hanno una funzione essenziale.

“I riti hanno la medesima funzione: stabilizzano la vita per mezzo della propria medesimezza, della loro ripetizione - spiega il filosofo coreano - I riti sono anche una pratica simbolica in quanto riuniscono le persone e creano un legame, una totalità, una comunità”.

In un contesto iperconnesso e bulimico di informazioni “l’intensità che cede il passo all’estensività, la comunicazione digitale in quanto estensiva non produce relazioni ma solo connessioni … Il disturbo da deficit di attenzione scaturisce da un incremento patologico della percezione seriale che non conosce quiete, disimpara ad indugiare”.

L’impatto negativo dell’eccesso di digitalizzazione nelle nostre vite “indebolisce il legame comunitario poiché da essa emana un effetto decorporeizzante”. Sempre più connessi, sempre più soli.

Ed è tutto collegato, al qui e ora. “Al contrario degli ardori e degli istinti, i sentimenti possono essere comunitari. La comunicazione digitale è in gran parte guidata dagli impulsi … La politica è ragione e mediazione, ma la ragione, che possiede una grande intensità temporale, oggi cede sempre più il passo a impulsi momentanei”.

Un libro da leggere, rileggere, di cui parlare, prendere annotazioni per poi innescare il reincarnato del mondo.