Bussando alle porte del Paradiso

Bussando alle porte del Paradiso

Il cielo si perde nella sua vastità, la polvere sollevata dal vento danza al tramonto, Pat Garrett spara all’amico e poi a se stesso.

 Alla sua immagine riflessa in uno specchio, lo guarda morire, ucciso per sua mano, la voce di Dylan canta “Mama take this badge from me I can't use it anymore”. Era il 13 luglio del 1973 quando Bob Dylan pubblica Patt Garrett & Billy the Kid l’album che farà da colonna sonora al film di Sam Peckinpah. Era fermo da qualche anno, se si escludono due esibizioni, una ad un concerto benefico di George Harrison per il Bangladesh e l’altra al New Year’s Eve di New York. Rudy Wurlitzer suo amico e scrittore gli invia una sceneggiatura scritta da lui per un western. Dylan compone un demo pensando alla storia dei due leggendari banditi. Peckinpah lo ascolta e gli chiede di comporre l’intera colonna sonora. Nasce così Patt Garrett & Billy the Kid, distrutto dalla critica, la rivista Rolling Stone lo definì “inetto, amatoriale, imbarazzante”. Knockin’ on heaven’s door entrò nella top ten statunitense e in quella inglese, consacrando ancora una volta Bob Dylan sulla vetta più alta dell’Olimpo musicale. 

Quattro accordi, una semplicità disarmante sol, re la minore e do. Tutto qui un capolavoro. “Mamma, toglimi di dosso questo distintivo non posso più usarlo

si sta facendo scuro, troppo scuro per vedere è come se stessi bussando alle porte del paradiso”.

Dylan scrive quel pezzo immaginando la storia dei due amici banditi che la vita ha messo su due fronti opposti. Ma in quelle parole c’è anche la guerra del Vietnam che sembra non finire mai e i giovani americani morti lontano da casa. Il soldato/sceriffo ripone le sue pistole nella sabbia, non può più sparare. Dylan canta quel ritornello ossessivo bussando per tutti noi alle porte del paradiso.

Quando il supervisore delle musiche del film gli disse che per quella scena ci voleva un brano lui entrò in studio e iniziò a suonarla. “Questa è la peggior stronzata che io abbia mai sentito” sentenziò.

Inconsapevole del bisogno di redenzione e speranza di una intera nazione. 

In una intervista Dylan disse “Credo che negli anni Sessanta ci fosse l’idea che si poteva cambiare il mondo. Questa idea era più importante dell’azione concreta. La sensazione di poter agire era più importante che agire veramente. Oggi è essenzialmente questa idea che manca. Le idee sono una cosa molto potente. Le idee non possono essere uccise”.

Una idea, quella di deporre le armi e bussare alle porte del paradiso, sperando di non aver fatto troppo male in vita da vederle rimanere chiuse.