Libreria Modernissima, per leggerci dentro

Libreria Modernissima, per leggerci dentro

Nella grande Ravenna, capitale per tre volte nel suo passato, c’è una piccola libreria indipendente.

Racconta una storia antichissima, eppure Modernissima, perfettamente incastonata nel mondo virtuale che viene utilizzato come un rubinetto dal quale far sgorgare cultura e placare la sete di conoscenza e bellezza. 

Manuela Cristofani, anima della libreria Modernissima è il moto. Non un lento fluire ma un impetuoso sgorgare. Inonda la sua pagina instagram  di post e storie che per una volta non si consumano in pochi secondi, ma ti fanno soffermare, annotare, cercare, studiare, meravigliare portando avanti quel messaggio trasversale di cui, con tanto amore, ci ha parlato. 

 

 Com’è nata la libreria Modernissima?

Modernissima è la libreria più antica della nostra città e ne abbiamo conservato il nome originale, con quel suffisso “issima” che fa tanto dopoguerra, quando nel gennaio 1981 io e mio marito ne siamo diventati proprietari.

La nostra storia è nata da un progetto d’amore e dal desiderio di condividere la comune passione per la lettura in un ambito professionale.

Abbiamo vissuto in prima linea tutti i grandi cambiamenti del mondo librario, compreso il passaggio dalla gestione manuale a quella informatizzata e portiamo con noi un enorme bagaglio di ricordi, emozioni e lotte.

La passione non è mutata, è rimasta identica a quella al primo giorno.

 

La libreria non è solo un luogo di incontro e di discussione. Grazie ai social riuscite ad indirizzare verso tutte le arti le attenzioni dei vostri followers. Una missione culturale a 360 gradi?

Abbiamo vissuto il mondo social  in punta di piedi per lungo tempo, poi abbiamo capito che  farne un buon uso costante aveva il potere enorme di metterci in contatto diretto con una grande cerchia di persone, comunicando la nostra identità e il nostro messaggio, trasversale a tutto quello che è bellezza, curiosità e cultura.

Le nostre stories, ad esempio, sono piccoli trampolini da cui lanciare la propria sete di conoscenza, spaziando in lungo e in largo e  mai da un punto fisso. Crediamo sia importante condividere le proprie passioni e far capire chi c’è dall’altra parte, far sentire che qualcuno non solo mostra una vetrina, ma ascolta e interagisce. Sono nati legami bellissimi con persone sparse un po’ ovunque.

Ecco, intendiamo il nostro fare social pari ad un equipaggio che salpa su una grande barca in mare aperto, non amiamo le regate in solitaria.

 

Come siete state accolte dalla città?

Noi ci sentiamo accolti dalla nostra città, che per la sua identità riservata non si concede sempre con grande facilità. Ci riteniamo fortunati, quindi. Abbiamo stabilito tantissime relazioni con le persone in questo lungo tempo trascorso insieme, sentiamo di aver costruito una grande famiglia. Ne abbiamo sentito l’abbraccio caldo e commovente quando abbiamo riaperto dopo il lockdown, ancora oggi fatichiamo ad elaborare emotivamente l’onda di affetto che ci ha investiti e supportati in questi mesi di difficoltà. Avendo assunto nel tempo un’identità atipica e multiforme, sappiamo che non può essere letta allo stesso modo da tutti, ma tutti sono e saranno sempre accolti con un sorriso.

 

Una libreria è…?

Una libreria è in primo luogo una casa.

E’ la stanza di uno psicologo, l’incontro con una vecchia amica, un momento di scambio, la soddisfazione della propria curiosità, un’appartenenza, un avamposto custode del territorio in cui si muove. La libreria ha il ruolo fondamentale di essere un luogo di aggregazione e di opportunità, in cui il sentimento di accoglienza non deve mai venire meno.

 

Cinque libri che non possono mancare nelle libreria di ognuno di noi e perché.

Cinque libri.

Impossibile citare tutti quelli che amiamo, abbiamo scelto cinque titoli fra quelli che possono, magari, aiutarci a leggere il presente e nel contempo leggerci.

La montagna incantata di Thomas Mann

Il viaggio di un uomo alla ricerca di un’identità e lo spaesamento di fronte a una contemporaneità che non riesce a decifrare.

Lo straniero di Albert Camus

L’accettazione di un eterno presente che possa preservare il torpore della mente.

Come si diventa nazisti di William Sheridan Allen

Le storie di una piccola comunità tedesca che si va disfacendo a piccoli passi e senza accorgersene. Sulle conseguenze di ogni scelta, anche la più banale.

Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood

Lo scenario distopico di quello che accade in un regime sessista che vuole la donna viene ridotta in schiavitù.

Tra me e il mondo di Ta-Nehisi Coates

Una lettera piena di rabbia al figlio sulla condizione di persona nera negli Stati Uniti.