Le affinità elettive, non solo chimica

Le affinità elettive, non solo chimica

Eros ed ethos, due leggi che si scontrano. La passione come istinto e come inclinazione del carattere. Un romanzo che è continuo confronto.

La reciproca attrazione, dal processo chimico relazionale degli elementi ai sentimenti umani, dall’unione alla separazione.

Le affinità elettive di Johann Wolfgang Goethe, è un libro da leggere con assoluta leggerezza, riconoscendo noi stessi in uno dei modelli comportamentali rappresentati dai personaggi. Goethe analizza i rapporti umani, le attrazioni, le affinità elettive. “Quelle sostanze che, incontrandosi, immediatamente si compenetrano e si influenzano a vicenda, le chiamiamo affini. Questa affinità salta subito agli occhi negli alcali e negli acidi che, quantunque opposti o forse proprio perché opposti, si cercano e si stringono in un legame strettissimo, si modificano e formano nuovi corpi”.

Eduard e Charlotte si sposano non più giovani dopo essere rimasti entrambi vedovi, coronando il loro amore giovanile. Vivono nel loro castello, dedicandosi alla cura del loro parco, alla lettura e alla musica. Un equilibrio stabile, fino a quando non arriva il “Capitano”, prima, e la nipote Ottilie, poi. L’equilibrio è rotto. Eduard prova attrazione per Ottilie, il Capitano per Charlotte. Nuovi sentimenti che in principio saranno contrastati da tutti i protagonisti. Con il passare del tempo però le differenze caratteriali emergono, Charlotte farà prevalere la ragione, la mente, l’etica. Eduard si intestardirà nel suo amore che non vorrà metter da parte.

La seconda parte del romanzo di Goethe, porterà alla luce nuovi sentimenti, nuove opportunità. Il dramma aprirà le porte ad un lieto fine. Ma non è la storia la parte migliore di questo libro, corollario necessario al confronto tra le ragioni del cuore e le ragioni dell’etica.