Specchi

Specchi

Vi è mai capitato di pensare che se aveste letto un libro in un altro momento della vostra vita, avreste preso delle decisioni diverse?

A me si, qualche volta è successo.

Uno di questi incontri/scontri con la me del passato è avvenuto proprio tra le pagine di “Passione semplice”, dove Annie Ernaux racconta e si racconta come solo lei sa fare.

La storia è quella di una donna che vive una relazione clandestina con un uomo; una donna che inizialmente si trova nella drammatica fase dell’attesa. Attesa di una telefonata, di un gesto, di un messaggio, di un segnale, di qualsiasi cosa le faccia sentire quel fremito nelle viscere da cui ormai è totalmente dipendente.

E le dipendenze si sa, sono una brutta bestia. Non solo per l’effetto che hanno sul corpo della persona in questione, ma soprattutto per ciò che scatenano nella sua mente: tutto il resto non esiste più.

Si vive in funzione di quella cosa, si parla solo di quella cosa, non si è interessati a niente, e dico niente, se non a quella cosa.

La persona non esiste più, esiste solo quella pulsazione saldamente ancorata alla carne che palpita e guizza e vibra a ricordare che senza di lei non sei niente.

“Ero ormai solo tempo che passava attraverso me.”

Lo sentite il vuoto?

La storia prosegue e noi la osserviamo mentre si spoglia di tutto, persino della propria volontà, consapevole del fatto che non ci sarà nessuna ricompensa per i suoi sacrifici; arresa di fronte all’ineluttabilità del destino di chi ha scelto come strada un vicolo cieco.

Poi improvvisamente tutto finisce, e deve affrontare il demone che più fa paura in queste situazioni: l’assenza.

L’assenza che brucia “come un marchio impresso nella carne”.

I libri così io li chiamo “libri-specchio”, perché sono capaci - ovviamente se c’è una risonanza - di restituire un’immagine netta è definita, proprio come quella di un riflesso.

Un’immagine chiara, ma che ci risulta quasi estranea allo stesso tempo, perché noi non abbiamo mai la possibilità di guardarci dall’ esterno.

Quindi se qualcuno inconsapevolmente ci fa un ritratto fedele, l’iniziale espressione di sorpresa, verrà presto sostituita da un lieve fastidio che parte dal punto in cui mandibola e orecchie quasi si congiungono, e che presto attanaglierà tutta la gola, e vi costringerà ad aprire la bocca, serrata in una morsa fino a quel momento, e a respirare.

Sapete cosa è quello?

È il segnale.

Il segnale che vi sta lanciando il vostro corpo per dirvi che potete scegliere di rispettarvi, che siete abbastanza, e che non meritate di essere la seconda scelta di nessuno.

Annie Ernaux fa quello che fanno i temporali con le vecchie ossa rotte: vi ricorda il passato, ve lo fa detestare, e vi fa essere grati per ciò che avete imparato.

Questo libro è per chi ha riempito le sue crepe d’oro, e anche, e soprattutto, per chi prova con tutte le sue forze ad ignorare il morso dell’astinenza, di qualsiasi natura essa sia.