Chi ha la sanità è ricco e non lo sa

Chi ha la sanità è ricco e non lo sa

È un ospedale di eccellenza, ripetono tutti questi uomini e donne su scomode poltrone in plastica ad aspettare il proprio turno, numero al lotto che non da una cinquina.

È privato, dicono, qui tutto funziona. Le pale del ventilatore al soffitto non portano fresco spostano batteri e pensieri. Che l’eccellenza stia nei numeri e non nella umanità, che di privato forse ha la gestione, ma le risorse infine sono sempre quelle del servizio sanitario.

Tra stretti corridoi di collegamento tra il vecchio e il nuovo, tra un prima e un dopo, tra padiglioni e ampliamenti, qui dove la segnaletica non basta ad indicare percorsi, non basta un filo per uscire dal labirinto, qui ognuno aspetta il suo turno, chi per una visita, chi per una risonanza, codice-numero, numero-codice, vai di là e poi torna qua.  Novantenne o trentenne non importa stessa procedura, attesa, stancante numerazione. Chi ha la sanità è ricco e non lo sa.

Potrai ritirare il referto il. Potrai ritirare le analisi il. Ti chiameremo per il pre-ricovero. Arriva il giorno, nuova processione. Numero, modulo, prelievo, visita, radiografia, torni alla visita, cardiologia, torni alla visita, chirurgia, passano le ore, sali,  scendi, ascensore, scale, corridoi, 30 gradi, aria condizionata. Chi ha la sanità è ricco e non lo sa.

Ti chiameremo per l’intervento.

Entri in reparto 40 gradi all’esterno, 38 all’interno. L’aria condizionata non c’è, fa male ai pazienti dicono i degenti. Ma puoi noleggiare un condizionatore. Che? Noleggiare un condizionatore?

Tanto non ci resterai a lungo è day-hospital ricordi?

Intervento, è pronto ad uscire, ma il giorno dopo ha prenotato la visita diabetologica di controllo. Non può andarci ha dolori. Meglio comunicarlo, chiami il numero e dopo innumerevoli tentativi rispondono, primo posto disponibile marzo 2020. Chi ha la sanità è ricco e non lo sa.