I libri al tempo dei social

I libri al tempo dei social

Una passione che scorre su Instagram 

Al tempo dei social, il regno dei libri è dei bookstagrammers, che a suon di post, foto e stories raccontano la loro passione per la lettura. Abbiamo chiacchierato di libri con Francesca Magistro, 25enne studentessa di Medicina di Sammichele di Bari. Ama i libri, che legge da sempre, e condivide la sua passione con quasi diecimila followers sul suo profilo Instagram (@franmagistro). 

Un libro indimenticabile e uno assolutamente da portare nell'oblio

Un libro indimenticabile per la mia esperienza da lettrice è sicuramente “Guerra e pace” di Lev Nikolàevič Tolstòj, che resta tuttora il mio libro preferito, nonostante l’abbia letto circa dieci anni fa. È un libro maestoso, che racconta della storia di due famiglie, i Bolkonskij e i Rostov, durante il periodo delle guerre napoleoniche in Russia; un libro che riesce nell’impresa di concentrarsi sull’esperienza umana in mezzo alla distruzione, su quanto la storia personale e quella pubblica, con la “S” maiuscola, si intreccino e influenzino a vicenda. È un libro sul peccato e sull’espiazione dello stesso, sulle ambizioni e sulla felicità, soprattutto su come quest’ultima possa essere trovata nei momenti più difficili e nelle situazioni più inaspettate.

Un libro, invece, da portare nell’oblio per me è “La forza della ragione” di Oriana Fallaci perché, pur avendo amato molto “Lettere ad un bambino mai nato” della stessa autrice, questo invece l’ho trovato piano di rancore e di rabbia, scritto con poca lucidità. 

In un periodo in cui è facile abbandonarsi al pregiudizio, ritengo che libri come questo siano pericolosi perché, molto spesso, i loro contenuti vengono presi per verità ineluttabili e, invece di spingere al ragionamento, istigano all’odio.

Il libro che ti ha fatto innamorare dell'amore

Sembrerà una risposta scontata, ma il libro che più di tutti mi ha fatto innamorare dell’amore è “Orgoglio e pregiudizio”. Lo lessi quando ero ancora una ragazzina e da allora occupa un posto speciale nel mio cuore, ormai rappresenta il mio “comfort book” da rileggere quando ho bisogno di ritrovare la speranza che tutto possa andare bene.

L’amore tra Elizabeth Bennet e Fitzwilliam Darcy nasce dai peggiori presupposti, tra due persone che inizialmente non si sopportano anche se le loro differenze li attraggono inevitabilmente l’una nei confronti dell’altro e viceversa; la società in cui vivono, poi, certo non aiuta un loro avvicinamento, eppure riescono a superare i pregiudizi e a riconoscere il vero amore.

Il libro si interrompe poco dopo il loro matrimonio e credo che gli anni a venire per loro li potremmo immaginare come movimentati e pieni di ostacoli, eppure sono certa che riuscirebbero a proteggere il loro amore da tutto e tutti, soprattutto in virtù del rispetto che provano reciprocamente.

Il libro che ti ha fatto piangere e disperare

Il “Diario” di Anna Frank, un libro delicato e denso di speranza, che ci ricorda il valore delle vite troncate dalla Shoah e contrappone la dolcezza e la fiducianell’umanità di una ragazzina tredicenne alle atrocità dell’olocausto.

È impossibile non restarne sconvolti e non disperarsi di fronte alla testimonianza di ciò che l’uomo è in grado di fare.

Il libro che ti ha trasformata nel generale dell'Invincibile Armada pronta a conquistare il mondo

Ce n’è più di uno, tra questi quello che ho più amato è “Jane Eyre” di Charlotte Brontë. La protagonista, Jane Eyre appunto, è una donna educata e sobria, che però non lascia che gli altri decidano per lei e segue il proprio cuore, nonostante le scelte che faccia spesso vadano contro il suo stesso interesse. Il suo è un coraggio silenzioso, poco celebrato ma che dovrebbe essere preso ad esempio da tutti, a mio parere.

La crescita personale di Jane e la sua storia d’amore con il misterioso Mr. Rochester sono piene di difficoltà e di svolte impreviste, ma la forza d’animo della protagonista commuove e coinvolge il lettore in un modo in cui pochi altri libri riescono.

Il miglior personaggio della letteratura mondiale

Ce ne sono molti che mi affascinano, però ad oggi quello che mi viene in mente subito è Edmond Dantès, ovvero il Conte di Montecristo. Alexandre Dumas è riuscitoa caratterizzare il personaggio alla perfezione fin dalle prime pagine e a descrivere con precisione il modo in cui egli cambia a causa delle mille disavventure che gli capitano. Il viaggio interiore di Dantès è complesso, ma Edmond segue la sua strada e compie la sue vendetta, per poi accorgersi di aver compiuto degli sbagli e cercare di rimediare ad essi.

Lo trovo affascinante e coraggioso, ma credibile e imperfetto allo stesso tempo. 

In una parola: umano.

Cerca di persuadere alla lettura chi considera che i libri servano a mantenere aperte le finestre

Non mi piace convincere gli altri a fare qualcosa, anche perché io stessa seguo le mie passioni e difficilmente mi faccio persuadere a intraprendere qualcosa che non mi ispira, però, se dovessi perorare la causa della lettura, userei le parole di un uomo molto più istruito e titolato di me: Umberto Eco. 

“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito... perché la lettura è un'immortalità all'indietro.”

Ho avuto la fortuna di viaggiare attraverso i secoli e i continenti di tutto il mondo grazie alle pagine che ho letto, di conoscere culture a me ignote e, soprattutto, di guadagnare il valore dell’empatia, ovvero dell’immedesimarmi negli stati d’animo o nelle situazioni vissute dai protagonisti delle storie che leggo, capacità che poi si è trasferita nella mia vita privata e che cerco di mettere in pratica ogni giorno.

Un libro che inconfessabilmente non hai finito di aver letto

Se è un peccato “inconfessabile”, certamente non ne parlerei mai pubblicamente in un’intervista, non vi pare?

Quale libro vorresti fosse scritto su di te

Un libro come “Stoner”, che dà valore al quotidiano, ad una vita semplice e comune ma a modo suo anche eroica.

Credo che il nostro scopo sia proprio lasciare il segno sulle persone che abbiamo intorno, cercare di fare il massimo giorno dopo giorno per raggiungere gli obiettivi che ci siamo preposti e preoccuparci di essere felici.

Può sembrare un progetto poco ambizioso ma io lo trovo difficilissimo da realizzare.

Puoi salire sul tuo speaker's corner per smontare uno dei libri a tuo avviso immeritatamente celebrato, cosa dici

Niente. Smontare i libri non è nel mio stile, alla distruzione preferisco un dialogo costruttivo, che dia la possibilità anche a me di cambiare opinione.

È ciò che cerco di fare anche sul mio profilo Instagram: quando un libro, soprattutto un classico, non mi piace, mi limito a spiegare perché non sono riuscita ad apprezzarlo, senza mai però credere di detenere la verità assoluta.

Può essere che semplicemente lo stile o la trama non si accordino con i miei gusti, ma che qualcun altro invece lo apprezzi, infatti nei commenti mi capita spesso di discutere con i miei follower su questo e conseguentemente capire aspetti che magari non avevo colto, oppure di restare sulle mie posizioni ma mantenendo comunque il rispetto necessario verso l’artista e l’opera in sé.

Consigliaci un libro

Generalmente consiglio libri in base alla persona che ho di fronte, ai suoi gusti e al momento della vita che sta attraversando. Se siete tristi e avete bisogno di leggerezza, vi consiglio “Pomodori verdi fritti al caffe di Whistle Stop” di Fannie Flagg oppure “La mia famiglia e altri animali” di Gerald Durrell; se siete in cerca di mistero e di cultura, i libri che fanno per voi sono “Il nome della rosa” di Umberto Eco e “Dio di illusioni” di Donna Tartt; se amate i romanzi storici vi suggerisco “Ivanhoe” di Sir Walter Scott o “Rinascimento privato” di Maria Bellonci; se vi piacciono i saggi, invece, vi suggerirei “L’arte di amare” di Erich Fromm, “Lezioni americane” di Italo Calvino e “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf. 

Potrei andare avanti all’infinito in questo modo, però un libro che ho sempre consigliato a tutti, uomini e donne, ragazzi o adulti, e in qualsiasi periodo della loro vita si trovassero è “Il grande Gatsby” di Francis Scott Fitzgerald, perché lo considero un libero “perfetto” sotto tutti i punti di vista.