"Io amo le termiti"

"Io amo le termiti"

Una dichiarazione d'amore e stima

Capita che assistendo ad un convegno alla ex facoltà di Agraria dell'Università di Bari ora Disppa dedicato all'entomologia, si venga destati dal torpore di linguaggi e parole inaccessibili, da una frase, una singola frase detta davanti ad un microfono, che ci risveglia. Senza alcun intento di far ridere, ma con una serietà che disarma: "Io amo le termiti". Per questo abbiamo deciso di ospitare colui che prova cotanto amore, Enzo Capizzi e il suo sguardo innamorato per chi altrimenti provocherebbe solo ribrezzo.

"La paura del diverso, dello sconosciuto, è atavica per l’essere umano. Probabilmente anche per questo, gli insetti, minuscoli e strani organismi troppo diversi dai mammiferi, non sono mai entrati nelle simpatie dell’uomo che, comunque, da sempre ne condivide gli spazi. E seppur costretti in questa convivenza, tanti non hanno mai avuto quella curiosità madre della scoperta e dell’apprezzamento.

Molti considerano gli insetti qualcosa di non importante. Ci si chiede il perché esistano e quale utilità abbiano. Ed invece, proprio i comportamenti di queste piccole creature sono un esempio di grandezza della natura.

Nelle migliaia di specie che esistono, gli insetti sociali hanno comportamenti e organizzazione incredibili. Tra questi, le colonie di tèrmiti sono tanto particolari che possiamo eleggere questo Isottero tra gli esseri sicuramente “molto affascinanti”.

Le tèrmiti sembrano essere un infestante della tarda primavera, quando sciamano effettuando il loro “volo nuziale” invadendo con migliaia di individui i nostri ambienti. In realtà sono lì ogni giorno dell’anno, protette dalla luce e dall’aria, a portare a termine il loro compito di degradare il legno morto di cui si nutrono.

Il destino delle tèrmiti è sempre stato quello di essere delle “sconosciute”, tanto che molti, anche oggi, si meravigliano di ritrovarsele in casa. Si crede che siano degli insetti delle zone tropicali, con i loro nidi alti più di una giraffa, ed invece la loro presenza in Italia è di vecchia data e, secondo alcuni, già nota come flagello ai tempi dei Romani.

In passato come oggi (maledetta ignoranza!), gli imponenti danni della loro frenetica attività sono stati confusi con altre problematiche: presenza di tarli, formiche, attività marcescenti di microrganismi e muffe. E non compreso il problema, sbagliata la cura, puntualmente si ripresentano, in numero sempre più numeroso, continuando a “consumare” ogni legno o carta che trovano.

Esistono tèrmiti diverse che hanno comportamenti diversi. La prima più importante suddivisione è quella che le separa in tèrmiti del terreno, che hanno il loro nido e vivono a stretto contatto con la terra, e in tèrmiti del legno secco, che invece sviluppano tutta la loro attività all’interno dell’albero necrosato o del manufatto ligneo attaccato.

Sono insetti sociali, organizzati in caste differenti per morfologia e funzioni: operaie, soldati e una coppia di reali che regola l’attività di tutta la colonia, tanto da diventarne l’unica possibilità di sopravvivenza.

Le tèrmiti del terreno si riuniscono in grandi colonie, fino a 1.500.000 individui, mentre le tèrmiti del legno secco in colonie di circa 2000 unità. Le prime esplorano ampi spazi, mentre le seconde non si spostano dal nido che di qualche metro.

Una caratteristica comune a tutte le specie di tèrmiti è quella che molti individui non riescono a nutrirsi autonomamente e, quindi, devono ringraziare altri che provvedono alla loro alimentazione. Tale attività è detta trofallassi, ovvero il trasferimento di cibo da un individuo ad un altro per rigurgito boccale o anale.

Dopo aver capito di fronte a quale specie di tèrmiti ci troviamo, possiamo scegliere la strategia di difesa più efficace. L’obiettivo è quello di eliminare non solo gli individui visti in giro, ma arrivare al cuore della colonia, agli individui nascosti che non escono mai, e alla coppia di reali.

Conoscere per difendersi… e poi nasce la stima per l’avversario, quella che si riconosceva ai grandi condottieri di un tempo!"