San Giuseppe, evviva le zeppole

San Giuseppe, evviva le zeppole

Ma che bontà il dolce tipico della festa del papà. Nel giorno in cui si festeggia San Giuseppe, le pasticcerie regalano carrellate di delizie.

Le zeppole, un tempo le trovavi in occasione di questa ricorrenza, oggi disponibili tutti i giorni dell’anno, piccole o grandi, alla crema pasticcera con amarena, o con cioccolato e granella di nocciole, non tradiscono le attese.

Ogni regione ha la sua variante, ma la costante è la stessa: una bontà da lasciare senza fiato.

Acqua, farina, sale, uova e burro e la pasta choux è pronta per essere fritta oppure infornata. Tocco finale la decorazione. Poi basta il tempo di un morso per riappacificarsi con il mondo.

E in questo anno di asporto forzato forse è il caso di ordinarle due qua e due là per far l’economia girar. Niente zeppole fatte in casa. Che poi occorre sempre stare attenti alla temperatura dell’olio, non troppo alta altrimenti si inzuppa e si affloscia. Il forno poi è un terno al lotto, due le brucia e due le lascia crude.

Che San Giuseppe sarebbe senza zeppole, già ci han tolto le Tavole. Deciso, oggi mangeremo solo il dolce, mordendolo come se non ci fosse un domani di prova costume, come se qui e ora fosse la cosa più importante.

Fritta, crema pasticcera, amarena, spolverata di zucchero a velo. Tradizione contro innovazione e sperimentazione. Pasticcerie pronte per la vostra missione, inondare case e appartamenti, con infinite bontà.

Zeppola mia preparati stai per essere divorata. Gnam. Voto 10 per la morbidezza e il gusto, 10 per la resistenza, 10 per la resilienza.