Sua maestà il panino, presidio di libertà

Sua maestà il panino, presidio di libertà

Liberi tutti. Uscire di casa, solo per respirare aria, guardare il mare, passeggiare sulla sabbia, nelle isole verdi che la città offre.

Liberi tutti, le tovaglie stese sui prati, fioriscono pic-nic tra gli alberi spogli. Mangiare all’aria aperta non è stato mai così vitale. Negli allegri cestini insalate di riso e cous-cous, focacce e frittate. Per chi non ha tempo, per chi è colto alla sprovvista non resta che sua maestà il panino.

Entrare in una salumeria scegliere i prodotti che assecondano i gusti e sentire sulle papille gustative un desiderio di salame felino da abbinare ad un formaggio stagionato. Oppure andare da Gino, scegliere il contenuto e poi chiedere “fantasia”, salumi e prosciutti, formaggi e verdure in piccoli pezzi affogati in un olio extravergine. La carta unta come le labbra ad ogni morso è sinonimo di godimento.

Per i palati più sofisticati la scelta non può che ricadere sui prodotti toscani e pugliesi di Paoletti, abbinare la finocchiona alla stracciatella è opera ardita, capocollo e tarallo sbriciolato con pomodoro sott’olio, roba da leccarsi i baffi.

Il panino è risolutivo, ti toglie dall’impaccio di decidere cosa preparare, è esilarante, racconta storie di infiniti incontri e altrettante repliche, è comodo, non occorrono posate e basta una mano a sorreggerlo.

Nella città di Bari, liberi tutti di andare in giro mantenendo le distanze, resta un ultimo posto per ordinare un panino che non conosce il timore di non piacere. Origini e qui gli incontri sono di altissima qualità e raffinatezza. Burgonza e capocollo, salame al vino e formaggio ai tre latte.

Panino hai la mia stima. Deciso, oggi Gino, domani Paoletti, dopodomani Origini. La copertina stesa sul prato aspetta che fioriscano idilli.