Cupeta, croccante morso di sole

Cupeta, croccante morso di sole

Zucchero caramellato, nota olfattiva che incontri lungo la via, per le strade della città nei giorni di festa. Zucchero caramellato e limone. 

Nota preziosa che invade la cucina. E infine sentire in ogni caso la nota amarognola delle mandorle perdersi in tanta dolcezza. Oro dorato e bianco. Oro dorato marroncino, sfumature a pel di mandorle. Cupeta, dolce tipico pugliese lo ritrovi tra le bancarelle dei dolciumi, ogni occasione è buona per sfoggiare maestria. Rapidi gesti e tanta passione per accontentare palati e vista, che nulla sfugge allo sguardo attento del consumatore. Bollente distesa su un piano, la lunga mano a lavorarla e nel momento giusto darle la forma. Quanto è buona la cupeta sulla piazza del sedile con il sole solo ricordo nelle giornate di pioggia di novembre, ma il sole è in mano e stuzzica papille gustative, benessere da dolce sensazione mentre ancora si attende il ritorno della statua di Sant’Oronzo. 

Pochi ingredienti il resto è poesia, dolce buono anche per le feste di Natale, che la dolcezza si sa ci vuole anche tra le patinature di una moderna interpretazione della  tradizione. Mandorle tostate pelate o non pelate, sottile differenza che muta il colore ma non il sapore, che abbracceranno lo zucchero lasciato cuocere con lentezza fino all’ambratura. Riversate su un piano di marmo passato con il limone, prenderanno forma grazie alla lama del coltello. Facile da fare anche in casa, ma per strada è ancor più buona, la poesia del dilettante si trasforma in arte poetica del pasticcere.

La cupeta, croccante sotto i denti, mandorle e zucchero caramellato, semplicità e sapienza, ad ogni morso vento di terre lontane. Ad ogni morso il sole dorato e i mandorli in fiore. Prima luce di primavera.