
www.pressinbag.it è una testata giornalistica iscritta al n. 10/2021 del Registro della Stampa del Tribunale di Bari del 10/05/2021.
Piccoli, rotondi, deliziosi, caldi, un cuore tenero e appetitoso. Saperli preparare è arte culinaria: bilanciamento degli ingredienti e dei sapori.
L’arancino di riso lo si incontra nelle rosticcerie delle città, varie consistenze e resistenze. Confortevole quasi nelle fredde sere d’inverno, quando piove e la cena non sarà pronta prima di un’ora dall’aver varcato la soglia di casa. E allora la sosta diventa un piccolo momento di piacere. Mordere l’arancino, scoprire il suo ripieno già indicato sul cartellino per la vendita, al ragù con piselli, al prosciutto, alla mortadella, è come un viaggio nel tempo, ad altri arancini, altre mani, passato che ritorna. Le coppe di riso, freddo per essere lavorato meglio, le delizie con cui farcirlo, il pan grattato con cui avvolgerlo prima dell’incontro con l’olio per una croccante doratura esterna. Le canzoni allegre cantate per rendere l’esperienza leggera come musica perché un arancino fatto in casa è una passione, quasi un rito, a volte una tradizione da tramandare, altre una nuova sperimentazione.
In Sicilia la disputa è tra maschile e femminile, in Puglia è arancino, tondo come un’arancia, amalgama perfetto, infinita delicatezza. Ha i mai provato a mangiarlo in auto, dopo una giornata di lavoro, prima di rientrare a casa? Hai mai provato a sentirne la bontà calda in una fredda serata? Il cibo da più calore ed è più buono se condiviso, ripetevi guidando nel traffico della città, impaziente nelle code ai semafori, indulgente con i pedoni che consideravano le strisce bianche barriere verticali per i mezzi in transito. Avevi ragione, anche un arancino ha un nuovo significato se consumato in compagnia.

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