Magritte e le sue nuvole sensibili

Magritte e le sue nuvole sensibili

Una bellissima mela verde ruba la scena, si pone al posto del volto di un anonimo uomo con la bombetta. Nuvole cariche di pioggia lo sfondo.

È La Grande Guerre di René Magritte, il quadro del pittore belga dove l’apparente nasconde il visibile. Dove la mela nasconde il volto rendendolo anonimo, come anonimi sono i volti dei soldati della guerra combattuta nelle trincee dove gli uomini non erano che numeri.

In L’uomo con la bombetta, il volto di un uomo è nascosto, momentaneamente, da una colomba in volo. Gli uomini di Magritte sono così, anonimi, bombetta, vestiti di nero, camicia bianca, cravatta, spesso di spalle come ne Le fantasticherie del passeggiatore solitario, dove sogno e realtà, fantasia e mistero si intrecciano, o come in Le Grand Siècle dove l’uomo che guarda uno spazio finito è irraggiungibile dall’osservatore.

La mia pittura non implica alcuna supremazia dell’invisibile sul visibile … La mente ama ciò che è conosciuto. Ama le immagini il cui significato è conosciuto, poiché il significato della mente stessa è sconosciuto”, diceva Magritte che pensava che non dovessero cercarsi nelle sue opere simboli o significati nascosti.

E i suoi cieli, le sue nuvole sono sguardi reali, incursioni in altre storie, cieli azzurri e nuvole bianche, soffici, sensibili. Sono spazi lasciati dal volo di un uccello in La grande famiglia e nel Il ritorno, o un cielo diurno in un paesaggio notturno ne L’impero delle luci II. Sono cieli opprimenti come nell’opera I valori personali. Sono parallelepipedi che si incastrano nel quadro Le manie di grandezza II. E poi c’è il cielo retina dell’occhio nel quadro Il falso specchio.

“Non credo di essere un pittore nella piena accezione del termine. Se, quand’ero giovane, la pittura era un grande piacere, in certi momenti non ero insensibile a un sentimento spontaneo che mi sorprendeva, precisamente quello di esistere senza conoscere la ragione del vivere e del morire. … Nel 1925 … ho pensato che poco importava trovare un nuovo modo di dipingere ma che per me si trattava piuttosto di ciò che bisogna dipingere, di sapere perché il mistero sia messo in questione”.

Ed ecco una nuvola in un bicchiere di cristallo, La corda sensibile, è pura poesia che ci fa sorridere, è un mistero possibile.