Victor Rodríguez Núñez, poesia rivoluzionaria

Victor Rodríguez Núñez, poesia rivoluzionaria

La sua è una poesia che ha un legame con il mondo. Versi che riproducono immagini, che riportano a paesaggi, ambientazioni, ricordi. Pensieri.

Lui è Victor Rodríguez Núñez, poeta cubano, nasce a L’Avana nel 1955, naturalizzato negli Stati Uniti d’America. Poeta, giornalista, critico letterario, traduttore e studioso, professore di letterature ispaniche al Kenyon College, e una passione per Gabriel García Marquez del quale ha studiato le opere.

Scrive sì e legge i suoi versi, a voce alta, davanti a un pubblico. Negli anni ha cambiato la sua scrittura, approfondendo se stesso, la sua identità, e tutto ciò che lo circonda, l’ha arricchita dell’esperienza del viaggio, di nuovi punti di vista. Dai versi dell’isola cubana a poesia del mondo. Dalle sue poesie oltre la punteggiatura spariscono anche le maiuscole. Una poesia senza confini, libera, anche di essere colmata dal lettore.

Per Victor Rodríguez Núñez essere poeta “significa stare attento a ciò che accade in te e nel mondo”, e lui attento lo è, annotando tutti i pensieri su taccuini che una volta pieni riservano sempre versi da conservare e pubblicare. Versi che sono storie reali trasformate in favole e nell’atmosfera favolistica non manca l’ironia. Per Emilio Coco nella poesia di Núñez elementi della natura e persone “sono liberate dalla loro verità sostanziale e quotidiana e redenti nel mito”.

In una recente intervista il poeta cubano ha affermato “credo che la poesia sia esistita e che esisterà sempre perché è la fondamentale risposta umana alle avversità della natura e della società. Ed è sempre stata e sarà rivoluzionaria perché si oppone a qualsiasi ideologia, poiché snatura tutto e soprattutto ciò che è artificiale”.