Rembrandt, sapiente gioco tra chiaro e scuro

Rembrandt, sapiente gioco tra chiaro e scuro

Giocare con il chiaro/scuro, il notturno e intensi risalti di luce, illuminare il particolare con una grande e vivace forza inventiva.

Rembrandt Harmenszoon van Rijn, il più celebre pittore olandese del Secolo d’Oro, il Seicento, gioca nello spazio, piatto, con luce e buio, illumina i dettagli, fa emergere figure tra gruppi. Ha dipinto innumerevoli quadri e realizzato tantissime incisioni, ha saputo domare il colore sottraendolo al buio, quel buio spesso servito a porre in risalto la storia narrata. In un quadro di Rembrandt nulla è lasciato al caso, ogni singolo particolare è ritratto con minuziosa attenzione. Nelle sue opere si può trovare la rappresentazione del sentimento colto nell’attimo in cui si prova, nel Ratto di Proserpina la violenza e la disperazione è palpabile nel movimento della scena. In Andromeda, l’intensità drammatica è perfetta ed è concentrata nell’espressione della protagonista. Rembrandt rappresenta scene mitologiche, sacre, reali e realizza ritratti ed anche autoritratti.

Autoritratto come San Paolo è in mostra a Roma alla Galleria Corsini. Un quadro che ritrae il pittore da anziano, è datato 1961 e Rembrandt ha già conosciuto infiniti lutti e ha da pochi anni dichiarato fallimento. L’autoritratto come San Paolo torna in Italia, mancava dal 1799 quando fu venduto dalla famiglia Corsini per far fronte alle contribuzioni imposte dal governo francese alle nobili famiglie romane.

Più intenso, tra i tanti, è Autoritratto con tavolozza e pennelli del 1665, qui lo sguardo dell’artista è più profondo, la pittura più sciolta e copiosa.

Quella di Rembrandt è una pittura unica, molto personale. La forza nelle sue opere è tutta nella luce e nelle linee che compongono la scena, nelle emozioni rappresentate e alle quali anche l’occhio più distratto non può sottrarsi.