Bacon e Freud, sguardi da Londra

Bacon e Freud, sguardi da Londra

L’essere umano nella sua fragilità e con tutte le sue contraddizioni. Le pennellate dell’autodidatta Bacon e quelle accademiche di Freud.

La scuola di Londra in mostra al Chiostro del Bramante di Roma, 45 tele per degli artisti che hanno trovato nella capitale dell’Inghilterra la loro casa, la loro ispirazione. C’è miseria e disperazione, ma anche ricerca dell’essenza dell’essere attraverso i colori dai toni scuri a sottolineare la pesantezza del vissuto degli artisti. Ognuno di loro con una storia, come le loro opere. Donne e uomini, cani, paesaggi, fiori, Londra cornice, luogo ideale. Cornice, come i quadri di Michael Andrews, Frank Auerbach, Leon Kossoff e Paula Rego, sfondo per le opere di Francis Bacon e Lucian Freud. Tutte le opere provengono dalla Tate, la mostra è a cura di Elena Crippa, Curator of Modern and Contemporary British. Sale buie e poco illuminate, le luci sono tutte sui dipinti, corpi nudi o vestiti, fiori o paesaggi. Volutamente angosciante, volutamente triste, come appaiono alcuni dei volti di Francis Bacon che con alcuni sguardi sembra sorridere della vita, degli altri. Lui che ha sempre sentito che l’arte era ciò di cui voleva vivere, lui allontanato da casa ancora sedicenne, tre sterline a settimana per vivere, viaggiare, apprendere, studiare l’uomo e le sue costruzioni, per poi spogliarlo fino alla nudità dell’essere. Pennellate decise, da autodidatta, colori cupi spesso, eppure quale espressività, lui che non usava modelli ma fotografie. In apparente contrasto con quelle di Lucian Freud, che da Berlino ancora bambino fugge a Londra con la famiglia per sfuggire al nazismo. Lui studia pittura e lo studio è tutto sulla figura umana, assolutamente ritratta dal vero, carne esposta che mostra la psiche. Bacon, Freud, la scuola di Londra, opere della Tate, visitabile fino al 23 febbraio. Ossessione dell’arte.