Coppola l’artista che disegna i sogni

Coppola l’artista che disegna i sogni

Alessandro Coppola non è ancora arrivato. Nell’attesa sfoglio i suoi albi illustrati che sono la prima galleria d’arte per un bambino.

Lo dice sempre lui. Del primo mi attirano i colori, un prato verde, un cielo acquamarina, e un grande soffione bianco. Nel secondo invece c’è il viso di una bambina che spunta dalle braccia con le quali si appoggia ad un tavolo, si vedono solo i suoi grandi occhi azzurri. 

A mia nonna perché mi ha insegnato ad ascoltare” e “alle mie tre mamme che hanno creduto nel mio sogno”. Nelle dediche si legge l’animo di Alessandro che quando arriva e ti saluta profuma di menta. Come il soffione del suo libro Alessandro culla i suoi lettori con disegni che sembrano sogni ad occhi aperti. Con quello sguardo rimasto bambino. Fin da piccolo lui disegna tanto, tantissimo, la famiglia lo sostiene in questa sua passione, si diploma all’istituto d’arte, poi l’accademia delle belle arti a Palermo e infine si perfeziona allo I.E.D..

Incontra “una docente che guardando i miei disegni mi ha detto ‘Ma perché non provi a fare l’illustratore?’ a quei tempi non sapevo neanche cosa fosse ma lì iniziò tutto” racconta Alessandro.  

Il sogno è ovunque nei suoi disegni. In un bambino che a notte fonda guarda una lavatrice e nel secchiello che gira ci vede il mare in tempesta, un cielo luminosissimo e gabbiani che volano alti nel cielo. Il sogno è in un uomo elegante in frac, cilindro e bastone che per ammirare la luna, non gli basta la gondola della sua mongolfiera, non è abbastanza in alto, sale sin sulla cima del pallone e da lì guarda un cielo di mongolfiere e balene che volano. Il sogno è in quell'uomo che guarda le stelle nel fascio luminoso di un faro che trasforma una splendida mattina dal cielo azzurro in una notte stellata. 

Tutto è possibile nei disegni di Alessandro Coppola che tramuta la realtà in sogni partendo “dal cuore e dalla mia sensibilità. Tutto può ispirarmi, un testo, una canzone, una poesia, idee”.

La dimensione onirica non deve trarre in inganno, come in ogni favola che si rispetti, ogni albo illustrato racconta una storia e dietro ogni racconto c’è un insegnamento. “Molto spesso nei miei libri ho trattato temi sensibili, come l’integrazione, la diversità e tutto quello che ancora è considerato scomodo. Mi piace provocare un po’ una sorta di riflessione personale su ciò che ci circonda”. Così sceglie una storia che parla del colore rosa e del colore celeste stanchi di una vita noiosa e prestabilita e della loro scelta, di coraggio e libertà, di invertirsi i ruoli. Abbattere gli stereotipi di genere per valorizzare le differenze.

I suoi disegni ci regalano un cielo pesca che si specchia in un mare borgogna e vien da chiedersi ma un uomo che regala tanti sogni, ne ha uno solo per sé? “Ne ho troppi, non ci stanno più nei cassetti così ho iniziato a realizzarli. Il primo è stato quello di diventare un illustratore e non so se se ci sono ancora riuscito, non so neanche se chiamarlo lavoro, è una parte integrante della mia vita anche al di fuori dell’orario lavorativo. E’ qualcosa che va al di là, fa talmente tanto parte di te che è totalizzante, da quando mi sveglio a quando vado a dormire”.

E questo suo continuo disegnare che lo accompagna da quando era un bambino è un aspetto imprescindibile della mia vita “Poter disegnare, poter esprimere me stesso, i miei stati d’animo attraverso questo…se non mi permettessero di disegnare penso che sarei parecchio infelice. Quindi mi ritengo molto fortunato”.

L’incontro è finito, Alessandro si appresta a salire sul palco per mostrare ad un pubblico di bambini increduli il teatro del kamishibai, gli spettacoli teatrali di carta nati nei templi buddisti giapponesi del XII secolo, un incontro organizzato dalla Casa di Pulcinella, La Puglia Racconta e la Rcu San Girolamo, Fesca, Marconi, San Cataldo.  

Prima di salutarci si guarda intorno “Questo posto è stato un colpo d’occhio pazzesco, l’eredità che Luzzati ha lasciato è una eredità visiva e culturale fatta di emozione di passione. Entri qua dentro ed entri in un mondo, in un libro illustrato, vieni travolto dai colori, dalle forme. E’ un luogo rarissimo, come ce ne sono pochi qui in Italia”. Gli alberi del bosco della Casa di Pulcinella lo accompagnano in teatro, sale sul palco e la magia inizia. Sognate bambini, sognate.