Visioni d'insieme

Oltre il giardino, l’incantevole mondo di Beatrix Potter e Peter Coniglio

Oltre il giardino, l’incantevole mondo di Beatrix Potter e Peter Coniglio

Sotto le radici di un abete rosso sorge la casa di Peter.

Il coniglio che con la sua giacca azzurra sfida i confini proibiti del giardino tra staccionate di legno e letti di lattuga bagnati dalla rugiada.

È un mondo di creature minuscole dal passo leggero, dove la ribellione profuma di fragole rubate e la paura si scioglie al ritorno nella tana, tra l’abbraccio materno e il ristoro della camomilla.

Un mondo dove “Il sole filtrava attraverso i rami del vecchio abete, disegnando ricami di luce sul tappeto di muschio e aghi di pino”.

Peter nasce in una lettera scritta da Beatrix Potter al figlio malato della sua ex governante, Noel.  Per distrarlo gli spedisce lettere su lettere, tutte disegnate da lei con animaletti del bosco, funghi, fiori, alberi, quando non sa più cosa dirgli, gli racconta una storia inventata, otto pagine, corredate da conigli e topolini su quattro coniglietti i cui nomi erano Flopsy, Mopsy, Cottontail e Peter.

La mamma, Annie Moore, che restò amica e dama di compagnia di Beatrix per tutta la vita le suggerì di trasformare quelle lettere nate per distrarre suo figlio in un libro. Era l’inizio del secolo scorso, era donna, il resto è facile immaginarlo.

Nessun editore volle pubblicarlo. Ne realizzò a mano nel 1900, 250 copie disegnate in bianco e nero con un frontespizio a colori e lo regalò ad amici e parenti. Fu un piccolo clamoroso successo, Frederick Warne & Co che aveva precedentemente rifiutato la storia decise di pubblicarlo a colori. Nasce così il 2 ottobre 1902, The Tale of Peter Rabbit, ne seguirono altri 22 per bambini e decine di altri per adulti.

Dopo la prima guerra mondiale Beatrix aveva bisogno di un rapporto più intenso con la natura, di viverla non solo su carta, si trasferì in pianta stabile nella regione dei laghi, divenne una esperta allevatrice di pecore di razza, le Herdwick, vinse numerosi premi e fu eletta presidente della Herdwick Sheepbreeders' Association (prima donna a ricoprire questo ruolo).

Ne Il sarto di Gloucester scrive “Ogni giorno porta con sé la sua piccola porzione di meraviglia, basta saper guardare tra le foglie con gli occhi della semplicità” e quella meraviglia fu il faro di tuta la sua vita, un susseguirsi di piccole scintille, fuochi d’artificio di una fantasia dirompente. Non immaginava mondi irreali, metteva a fuoco la magia del mondo in cui le era dato di abitare.

Naturalista, micologa, amante di muschi, funghi e licheni, iniziò a disegnarli, con precisione microscopica, poi li studiò, li osservava e osservava ancora. I funghi per lei avevano un linguaggio segreto, erano la prova tangibile di un ordine nascosto, segreto e resiliente della natura, che fiorisce anche nel buio del sottobosco lontano dagli sguardi di tutti.

Scrisse un suo studio sulla loro riproduzione che presentò alla Linnean Society di Londra. Era sempre donna, ed erano i primi del Novecento quindi non le fu permesso né di essere presente né di argomentare la sua tesi, la sua teoria sulla germinazione delle spore di fungo fu letta da George Massee, micologo e botanico il primo aprile 1897. Ci volle un secolo per ottenere le scuse formali della Linnean Society che riconobbe ufficialmente nel 1997 la discriminazione subita.

Continuò ad essere donna in quel secolo così breve e intenso. Quindi fu ingegnosa, laboriosa, mai stanca e mai vinta.

Per guadagnarsi da vivere stampava biglietti di auguri disegnati da lei, sempre con topi e conigli. Anche quelli furono un successo e la ditta Hildesheimer and Faulkner acquistò diversi disegni del suo coniglio Benjamin Bunny per illustrare i versi di Frederic Weatherly intitolati A Happy Pair e a quello ne seguirono altri.

Era talmente fuori dal tempo che nel 1903 creò il primo peluche di Peter Rabbit e lo registrò all’ufficio brevetti di Londra, rendendo Peter il primo personaggio di fantasia con licenza e primo caso di merchandising della storia.

Ma il suo capolavoro più grande e duraturo fu quello che costruì silenziosamente nell’arco della sua intera vita. Con i proventi dei suoi libri e del merchandising di Peter il coniglio iniziò a comprare fattorie e terreni, il primo grande acquisto fu Hill Top Farm a Near Sawrey, un villaggio nel Lake District.

Per non attirare attenzioni ed evitare speculazioni lo faceva con il nome del marito, William Heelis. Nessuna volontà di arricchire il suo patrimonio, solo un testamento d’amore verso la natura, voleva salvare il paesaggio inglese, quelle colline disegnate tante volte, i laghi, i boschi che amava.

Nel 1943, ormai anziana e malata, dispose che tutto ciò che aveva accumulato con i diritti d’autore delle sue fiabe non andasse disperso, ma fosse investito per salvare le colline, i laghi e le valli che aveva amato. Oggi, chi cammina nel Lake District cammina su territori che esistono ancora esattamente come lei li aveva disegnati e protetti.

Alla sua morte, nel 1943, lasciò all’ente nazionale per la protezione storica e ambientale, il National Trust 14 fattorie, cottage e mandrie di bovini e pecore Herdwick e oltre 4.000 acri di terra, contribuendo in modo decisivo a preservare il paesaggio che oggi costituisce il parco nazionale del Lake District.

Oggi la sede del National Trust si chiama Heelis in sua memoria, e anche nel ventunesimo secolo il nome di una donna è meglio ometterlo, anche quando la si vuole ringraziare.

“Era una bella sera, e i piccoli conigli corsero fuori a giocare tra i fili d’erba e il profumo della terra bagnata”.

La sua terra bagnata.

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