Neve e ghiacciai sino a che occhio umano può vederli.
Un bianco abbagliante con sfumature celesti. Tra le dune di ghiaccio appare una piccola struttura in cemento, più stretta che lunga. È il portale verso un’arca di Noè moderna.
All’interno, custoditi nel permafrost norvegese ci sono milioni di semi di piante, alberi, cereali provenienti da tutto il mondo.
Una magia, un’opera di fede nel mondo intero. All’esterno su quel piccolo parallelepipedo di cemento l’installazione artistica di Dyveke Sanne Ripercussione perpetua, specchi e prismi di vetro per riflettere il sole nei mesi estivi creando bagliori di luce e riflessi di arcobaleno. Una rete di fibre ottiche emettono, d’inverno, luci turchesi, verdi e argento imitando i colori dell’aurora boreale.
Il portale brilla come uno scrigno magico, all’interno un tesoro che preserva la sopravvivenza del mondo, un faro nella distesa bianca dell’artico norvegese che muta con il mutare della natura che lo circonda, nuvole, sole, luna.
La magia non si ferma all’esterno, varcando la soglia di quella piccola porta nel nulla si accede alla banca dei semi di Svalbard: un archivio di sogni per il futuro alle porte del Circolo Polare Artico.
Custodisce 642 milioni di semi e può arrivare a conservarne sino a 2,5 miliardi. Cereali, legumi, frutta, verdura, erbe aromatiche, piante, anche funghi allucinogeni, cannabis e oppio. Tra i campioni custoditi c’è un orzo antico utile alla produzione di una birra artigianale tradizionale norvegese quasi estinta.
Nessun ogm, solo ciò che la natura crea.
Duecentoventitré Paesi nel mondo hanno creduto in questa “cassaforte del giudizio universale” come viene a volte chiamata.
Una cattedrale nel ghiaccio, scavata all’interno del monte Platåfjellet, 120 metri all’interno della roccia, protetta dal permafrost, progettata per resistere a terremoti, asteroidi, bombardamenti nucleari e anche allo scioglimento totale dei ghiacciai di tutta la terra. Alla base una regola di fiducia tra tutti i depositari del mondo, la Norvegia li custodisce ma non ne è proprietaria, sono di chi li ha conferiti e nessuno può aprire o anche solo toccare le scatole sigillate che li contengono, solo il proprietario può farlo.
Credere ostinatamente che la vita sappia sempre trovare una strada, proteggendo la biodiversità dalle tempeste del cambiamento climatico, delle guerre e di tutto ciò che minaccia l’umanità è il pilastro su cui è stata eretta.
È già accaduto che salvasse una terra, nel 2015 l’Icarda, la banca dei semi di Aleppo che custodiva varietà di colture resistenti alla siccità tipiche del Medio Oriente, durante la guerra civile era a rischio, la minaccia di distruzione era talmente reale che i ricercatori inviarono i semi a Svalbard per custodirli.
In seguito ne hanno chiesto la restituzione per piantarli in aree sicure in Libano e Marocco rigenerandoli e parte delle nuove scorte sono state inviate nuovamente alla banca norvegese. Sono state così piantati 25 milioni di semi di 53 specie diverse, salvando un intero ecosistema che nutre milioni di persone.
Credere che la vita possa e debba continuare, preservare la natura che ostinatamente nutre l’umanità.
