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Novella Parigini, occhi e gatti

Novella Parigini, occhi e gatti

Occhi di gatto, le opere si animano di tratti felini segni distintivi di un’artista che ha animato la dolce vita degli anni Cinquanta in Italia.

Zigomi pronunciati e occhi di gatto, labbra carnose, seni evidenti, la donna come espressione di libertà ed emancipazione. L’arte “come un’esplicazione del pensiero, non del sentimento”. Novella Parigini ha segnato un’epoca, ha anticipato la Pop art, ha reso Roma e via Margutta luogo di incontro e di scambio culturale. Nell’atelier nella storica via passano gli artisti del tempo, De Chirico, Dalì, Sartre ed anche registi, come Fellini e attori, italiani e hollywoodiani da Ava Gardner  a Marlon Brando. Protagonista della mondanità ospita nuovi talenti da lanciare e spesso li immortala nelle sue opere.

Novella Parigini, il nome pare sia stato suggerito alla madre da Gabriele D’Annunzio, nasce a Chiusi da una famiglia aristocratica senese, frequenta l’Accademia delle Belle Arti di Parigi conosce Jean-Paul Sartre e Jean Cocteau, prima di tornare in Italia ed aprire le porte del suo atelier ad artisti e divi affermati, ad artiste e attrici ancora sconosciute.

I suoi gatti, le donne dai tratti felini, il tratto e la leggerezza, caratterizzano le sue opere rendendole immediatamente riconoscibili. Celebrata in Francia, Cina e New York, Novella Parigini ha dato una personale impronta all’arte del Novecento anticipando tecniche e messaggi, regalando donne libere e audaci, consapevoli e emancipate. Gessetti colorati e cartoncino nero, occhi di gatto che ammaliano e conquistano e non passano inosservati.

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