
www.pressinbag.it è una testata giornalistica iscritta al n. 10/2021 del Registro della Stampa del Tribunale di Bari del 10/05/2021.
Che bizzarre le nuvole con le loro forme, il vento le modella con maestria, lui sì che sa combinare meraviglie nel cielo.
Un tratto leggero qui e là, una goccia di colore, un po’ di panna montata, come quella sul gelato, che rende il gusto ancora più intenso. Colore, estensione e spessore. Quelle che però incantano di più sono quelle degli angeli, restano stabili più a lungo, immobili. Si fanno notare, non sono comuni, in esse ognuno ci vede quello che vuole, la particolarità delle ali, magari un messaggio speciale un volto appena abbozzato un’espressione del viso.
Coloro che sono già andati lassù. Si palesano a noi umani vogliono accompagnarci farci sapere che ci sono, che anche se sono volati via, il cielo è la loro casa, loro sono sempre lì. Immagino che ridano e scherzino, che facciano capriole, che si facciano in quattro per aiutare noi, che siamo più in basso e ancora con i piedi sulla terra. Passeggiano tranquilli, il tempo, non è un loro problema, sarà sicuramente infinito, come pure lo era prima che l’uomo decidesse di regolarlo. Lì, oltre il cielo non esiste la giornata scandita dall’orologio, immagino che passeggino in grandi giardini, fiori infiniti che trapuntano i prati, donano luce ed allegria. Sicuramente però proveranno tristezza nel guardare le nostre pene, piangono gocce di pioggia. Si chiederanno perché la gente corre, urla, sgomita per arrivare prima. Quando invece si potrebbe vivere più serenamente se solo si pensasse che la concordia è la migliore ricetta per la felicità.
Ieri ho visto un’immagine che ho ancora negli occhi. Due visi, uno di fronte all’altro, due profili che si cercano si guardano negli occhi si avvicinano fino a sfiorarsi le labbra mentre il vento scompiglia i loro capelli. Due innamorati.
Ho visto le nuvole sulle Alpi man mano che si procedeva cambiavano forma, dimensione e consistenza. Prima sorvolavano i monti, in semitrasparenza, poi cominciavano ad espandersi, inspessirsi, in una successione di immagini che lasciava a bocca aperta. Lo stupore si è fatto meraviglia quando ad un certo punto hanno preso possesso di tutta la immaginaria superficie nell’aria. Lentamente quella bianca visione procedeva come il mare che, seppur delicatamente, avanza fino a coprire completamente scogli e sabbia, come fosse una, dolce e liscia glassa bianca che decora una torta. Uno strato denso che non permetteva più a nessuno di scorgere alcunché sotto di esso. Come se la marea fosse risalita. Stupore, gioia, gratitudine per tutto quello che ci è consentito di vedere. In natura tutto cambia e si evolve e queste percezioni ci permettono di comprenderne la sua immensità. Sembra strano, ma le emozioni vengono subito intercettate dalla nostra mente, e attraverso gli occhi giungono dritte al cuore.

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