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Cipolla bianca di Margherita, sale e sabbia

Cipolla bianca di Margherita, sale e sabbia

Nei campi sabbiosi sottratti al sale tra Margherita di Savoia, Zapponeta e Manfredonia, si coltiva una cipolla bianca il cui profumo è intenso.

I campi sono visibili anche dalla strada che accarezza il mare, distese di foglie che segnalano piccoli tesori che crescono sotto la terra sabbiosa. La cipolla bianca di Margherita di Savoia IGP non fa piangere, preferisce sorprendere con la sua forma che varia in base al tempo di raccolta. È schiacciata ai poli se raccolta in primavera, più rotondeggiante nel mese di maggio, più globosa è tonda nei mesi di giugno e luglio. Dal sapore dolce e dalla consistenza croccante, la cipolla bianca di Margherita di Savoia è perfetta da consumare cruda come componente essenziale di un’insalata estiva o come condimento per frise e fette di pane. Cotta gratinata al forno rivela ogni sua qualità. Coltivata da oltre tre secoli nelle terre pianeggianti alle pendici del Gargano, la cipolla restituisce con il suo sapore la fatica di chi ha sottratto sabbia per coprire paludi.

Bianca, tonda, invitante nella sua semplicità, è impossibile non trovarla nelle proposte culinarie degli chef della zona. Una passata in forno, un filo d’aceto e la cipolla bianca di Margherita di Savoia conquista anche i palati più esigenti. Non teme rivali e confronti, lei racconta storia, lavoro, resistenza, lotta, resilienza, non accetta compromessi. Cresciuta in un terreno sabbioso conserva la storia di ogni singolo granello, respira sale, prende il vento che ha prima visitato gli alberi della foresta umbra, si scalda al sole, e dona sé stessa al viaggiatore errante, al turista distratto, al popolo che ha salvato.

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