
www.pressinbag.it è una testata giornalistica iscritta al n. 10/2021 del Registro della Stampa del Tribunale di Bari del 10/05/2021.
Il cartello era apparso all’improvviso, un piccolo piazzale dopo una curva e non avevi avuto modo di frenare ma lo avevi visto, fotografato.
Patate di Zapponeta, 1,50 euro al chilo. Avevi da poco superato Margherita di Savoia e già vedevi le prime abitazioni della città in provincia di Foggia il paese di Nicola di Bari. Cercare sulle mappe un fruttivendolo non aveva senso, meglio accostare e chiedere ad un gruppo di persone impegnate a conversare se per caso non sapessero dove avresti potuto comprare le patate della zona. L’indicazione fu precisa, pulita, il fruttivendolo un uomo onesto, la merce in bella mostra.
La patata di Zapponeta è un prodotto agroalimentare tradizionale, coltivato nell’arenile, terra e sabbia per colmare paludi, dopo la bonifica del 1940. Ettari dedicati alla coltivazione del tubero che prevede due cicli, il primo di raccolta a maggio con la patata novella, il secondo tardivo a novembre per la patata comune. Quelle raccolte a maggio sono buonissime nelle insalate estive, quando bastano pochi ingredienti per comporre un piatto rapido e fresco. Le altre ottime al forno o fritte per accompagnare l’arrosto. Si presta ad ogni utilizzo e ad ogni abbinamento. Buona, porta con sé il ricordo del mare, il sale, il tempo e la fatica. Tenera, sorprende con la sua delicatezza. Il bottino resisterà poco in dispensa, sarà protagonista di cene o di pranzi, declinata in tutti i modi possibili e immaginabili.
La patata di Zapponeta scrolla un po’ di terreno sabbioso da sé e aspetta in silenzio che una mano le dia un destino diverso.

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