
www.pressinbag.it è una testata giornalistica iscritta al n. 10/2021 del Registro della Stampa del Tribunale di Bari del 10/05/2021.
Nascoste dietro le foglie, le bacche tremano al vento. La primavera è arrivata, ma al calare del sole continua a raccontarsi all’inverno.
Mentre lui le parla di neve e gelo, lei distratta acquerella il mondo e lo profuma. “E quando si fece viola la sera in luce diffusa, passò un giovane recando rose e mirtilli di luna” scrisse Federico García Lorca, gli stessi mirtilli che ti porto in dono in uno scrigno di pasta frolla, un piccolo ruscello di crema scorre sotto tutti quei frutti rossi, tripudio di more, fragole, ciliegie, lamponi, mirtilli, ribes e amarene. Uno sull’altro si accalcano per emergere, per arrivare primi alla tua bocca. Un solo morso e il tempo si ferma, senti un brivido che corre sulla schiena. Ti vedi correre in un bosco subito dopo la pioggia. Quel profumo che ti appartiene ha un nome strano che ti fa sorridere, petricore. I polmoni si gonfiano, senti l’erba, le foglie, i rami, la terra. Ritorni in te, è un altro morso a conquistarti, è quasi amore. Non durerà per sempre ma sarà un attimo di beatitudine e in una notte bianca abbiamo scoperto che é tutto.
La frolla è sottile, appena un abbraccio. Di te hanno fatto marmellata e resti lì a galleggiare tra il ruscello e il bosco. Rossa, intensa, corposa, dolcissima.
Ultimo morso, l’amore è finito. Cosa resta? Quel sapore in bocca, spudorato come l’estate. La primavera è un primo morso, l’estate l’intero scrigno di piacere.
Le labbra si sono tinte di rosso, la bocca profuma, le papille sono in fermento. Il turbamento durerà ancora pochi attimi ma sarà per sempre.

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