
www.pressinbag.it è una testata giornalistica iscritta al n. 10/2021 del Registro della Stampa del Tribunale di Bari del 10/05/2021.
Mi guardo intorno, spesso a bocca aperta, con gli occhi verso l’alto non so da dove cominciare. Magari fossi una fotografa esperta
in grado di cogliere i dettagli e saperli bloccare in degli scatti. Decido, allora, di guardare intensamente e basta. Quanta bellezza in ogni dove. Palazzi si susseguono, ricchi di fregi, dipinti piccole sculture, scritte. E si alternano, con equilibrio, il moderno grattacielo che svetta sul mare come un’enorme vela e le case del celebre ed innovativo Gaudì. Persino i marciapiedi riportano pesci e fiori a quattro petali e li scopri casualmente mentre ti allacci una scarpa.
I mercati sono delle boutique e sia la merce esposta che i venditori o le venditrici si mettono in vetrina con eleganza ed esplodono con colori, profumi e suoni. Il modo di parlare veloce e ritmato è un canto continuo che fa da sottofondo. Mi giro a destra ed a sinistra con la presunzione e la speranza di capire perché, in molto, la lingua è veramente simile a quella italiana. I vicoli pieni di negozietti e le grandi strade piene di ogni mezzo di trasporto esistente. Quanta gente, popoli di varie etnie convivono in armonia (almeno questo mi giunge) con disinvoltura. Mi colpisce una evidente libertà. All'inizio resto un po’ interdetta: sulla spiaggia il costume da bagno per alcuni ed alcune è un accessorio non indispensabile. Poi mi abituo e lo sguardo non coglie più, anzi vorrei anche io superare ogni inutile imbarazzo e anziché nascondere mostrare la mia cicatrice. Forse la prossima volta.
I colori del mare, nonostante le centinaia di persone che lo vivono in ogni momento della giornata, restano belli, puliti. L’acqua è comunque limpida e fresca. Inspiegabile. Il tramonto giunge su una spiaggia che si trasforma, velocemente, in una palestra a cielo aperto, in un palco per musicisti e cantanti, in un Red carpet degno delle migliore sfilate di moda, in una sala da ballo per cultori, grondanti di sudore, di danze svariate, nel nido d’amore di amanti appassionati.
Quando la fame arriva c’è solo l'imbarazzo della scelta: la paella vince. È sera mi perdo nei suoni di uno spettacolo di flamenco. Affascinata dai movimenti e dalle espressioni seguo quella gonna rossa a pallini neri che svolazza con eleganza mentre racconta storie di amori perduti, al suono di una cantilena incomprensibile che riesce a trasmettere tutta la drammaticità di una relazione forse contrastata. Chissà se è davvero così. Intanto sorseggio sangria. È l'ultima sera e Riccardo mi porta, con lo scooter come se fossi una sua coetanea, ad ammirare la maestosità della Sagrada familia. Non ci sono parole. Resta il bisogno di saperne di più per cogliere ed apprezzare ogni particolare. Il mattino seguente passeggiamo, mano nella mano come gli innamorati, in un parco di epoca recente che soddisfa, sfruttando una vecchia fabbrica di mattonelle abbandonata, ogni età e necessità. Una cultura che osserva e si mette al servizio degli altri.
Non ho ricevuto molti abbracci, baci, sorrisi o parole gratificanti. I miei genitori amavano moltissimo ma non c’era l'abitudine di manifestare l'amore apertamente. Non so perché, un modo di educare severo e freddo ha caratterizzato infanzia ed adolescenza. Poi con il passare degli anni i “ghiacciai” hanno cominciato a sciogliersi e baci e abbracci e sorrisi sono arrivati finalmente. Nel mio attuale ruolo ho cercato di non seguire, mai, questo esempio; ho provato sempre a gratificare, abbracciare, baciare, sorridere.
Non so se ci sono riuscita ma non smetterò mai, finché potrò, di manifestare e testimoniare l’amore per la mia famiglia.
Questo viaggio è solo uno dei tanti regali, dei miei adorati figli.
Inaspettato. Loro hanno saputo cogliere un desiderio e trasformarlo in realtà; non è scontato e per questo è veramente speciale. E ci sarebbero tanti altri momenti indimenticabili da ricordare e raccontare; tutto custodito gelosamente perché i sentimenti così come le emozioni sono preziosi gioielli incastonati nel cuore.
Gracias dice questo popolo, miliardi di volte al giorno.
Grazie dico io mentre un abbraccio interminabile sigilla ogni frammento nel più bel mosaico di sempre.

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