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Il bello dei sogni 

Il bello dei sogni 

Alcune volte penso alla me bambina, ai sogni di allora e a come immaginavo la mia vita futura. 

Ricordo che mi vedevo indipendente, libera, senza vincoli. A pensarci provo un delicato intimo benessere. 

Sognavo di vivere in una casetta tutta mia,  fatta di mattoni di pietra, col tetto spiovente e le finestre protette da persiane. Con un vialetto di accesso alberato a nascondere il mio rifugio, quasi a proteggerlo. L'accesso al mio mondo immerso in un rigoglioso giardino con piante e fiori che lo avvolgevano, gli facevano ombra, lo riparavano dal sole estivo, dal caldo cocente e dagli intrusi. Lo rendevano un nido accogliente da vivere con gli affetti più cari.

Poi accadde una cosa sorprendente. 

La villetta che immaginavo mia nelle fantasie di bambina esisteva davvero, era reale.

Tutte le volte che ne avevo l'occasione mi scoprivo a guardarla, quasi rapita, mentre fantasticavo sul mio lontano domani.

Nei miei sogni di bambina sarei diventata una donna indipendente e risoluta, capace di affrontare il mondo intero e di accettare ogni sorta di sfida. Mi vedevo forte, capace e intraprendente, mai donna di casa. Mi immaginavo imprenditrice, poi hostess di volo, oppure medico - la medicina forse la mia prima passione - poi biologa, architetta, musicista e altro ancora.

Nella mia villetta mi vedevo gioire, cantare e ballare e condividere i tantissimi momenti liberi con le persone a me care e con le amiche e gli amici che avrei incontrato nei miei percorsi. 

Sognavo di esplorare e conoscere mondi meravigliosi. Di imparare ogni sorta di lingua per comunicare con l'intera umanità, e stringere amicizie in ogni dove.

La mia casetta avrebbe custodito anche i miei possibili dolori, o delusioni, o amarezze e pure i miei pianti, perché sospettavo che non sempre si può gioire o si può essere felici.

Avevo un'immaginazione fervida e per lo più positiva e fantastica, ma dietro l'angolo mi attendevano mille e più dubbi e diversi inciampi che, a volte, mi hanno resa un po' fragile.

È bello pensare alle cose splendide che ho vissuto viaggiando con la fantasia, cose coloratissime, vivaci e gioiose.

Sono cresciuta e diventata adulta e quella villetta, col viale d'accesso che la rendeva il mio piccolo mondo sicuro, ha lasciato il posto alla mia vita vera, che mi ha visto diventare una donna apparentemente come tante, con un marito, un figlio e un lavoro lasciato per amore, ma in realtà la donna che solo io voglio e posso essere.

La donna che sono.

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