
www.pressinbag.it è una testata giornalistica iscritta al n. 10/2021 del Registro della Stampa del Tribunale di Bari del 10/05/2021.
Lo stress più stressante dell’anno è finalmente ritornato.
Il telefono squilla in continuazione, i messaggi si susseguono. Non bastano più fogli e quaderni per annotare, sottolineare, evidenziare.
È tutto normale in questo momento in cui non vedo l’ora di vivere un evento tanto atteso.
Aspetto gli incontri e gli abbracci: la realtà più bella ed emozionante.
Ritrovarsi, dopo un tempo passato così in fretta ma, apparentemente rimasto lì immobile, con compagne di viaggio che, per un piccolo o un grande dettaglio, hanno lasciato un segno.
Ma cos’è davvero un segno?
È da un po’ che cerco di dare un significato preciso a questa parola. E la mia curiosità di scoprire mi porta a cercare nel web e a trovare alcune conferme.
“Il segno è un elemento visibile, una traccia, un’impronta di qualcosa che riconduce a qualcos’altro”.
Sono tanti i segni che, quotidianamente, si palesano ma non sempre si riesce a coglierli. Forse, per la vita frenetica che si conduce, la distrazione regna sovrana.
Mi ripropongo, ultimamente, di essere più attenta a ciò che mi capita e a ciò che mi circonda, soprattutto perché questa pratica mi regala, a volte, dei doni sorprendenti.
Una foto di una basilica, molto importante per me, scattata all’alba, mi arriva da un amico per augurarmi il buongiorno in un giorno che già si preannunciava bellissimo. Essere con delle persone a cui vuoi veramente bene, di un bene che col tempo si è rinforzato e consolidato, a condividere la bellezza di un luogo dove ogni pietra racconta della vita del santo che, a mio parere, era e continua ad essere (dopo 800 anni) una delle figure più affascinanti, più rivoluzionarie, più controverse e più venerate del cristianesimo.
Non ho la preparazione giusta per poter parlare di san Francesco.
Continuerò a leggere di lui per cercare di capire il perché di questa mia particolare attrazione, sicuramente legata anche a tanti ricordi.
A conferma della mia convinzione che ci sia sempre un segno, durante un recente viaggio ad Assisi ne ho colti tanti.
Ogni volta è stata un’emozione diversa e ne ho collezionate diverse.
Lo stesso amico della meravigliosa foto della basilica all’alba si è dilettato a fotografare tramonti, di quelli con toni delicati, quando il rosso acceso lascia piano piano spazio a colori più tenui e poi ha condiviso questi scatti per augurare un buon riposo.
E mi hanno sorpreso dei fiorellini rosa, che non ricordo di aver visto in altri luoghi, nati fra le pietre delle mura che caratterizzano alcune stradine in quel sali e scendi, tanto faticoso quanto necessario al fine di evitare di perdere anche il più piccolo angolo di questa cittadina.
E lungo le strade piene di negozietti di souvenir in una vetrina mi accorgo che ci sono solo ed esclusivamente foulard e sciarpe e piccoli fazzoletti sulle tonalità del rosa. Impossibile non comprarne almeno uno.
E potrei aggiungere altri di questi segni per arrivare a tirare conclusioni intime e personali per me, forse incomprensibili per altri.
Il rosa come segno?
Mi piace. Mi distingue. Mi caratterizza. Mi accomuna. Mi intenerisce. Mi commuove. Mi sprona. Mi illumina. Mi accoglie. Mi sorride. Mi identifica.
Mi porta a pensare a quegli esili fiorellini che hanno avuto la forza di rompere quella dura roccia, nascere e forse rinascere, resistere alle intemperie per, infine, mostrarsi orgogliosi a quei passanti che, come me, si sono fermati a guardarli col naso all’insù.
Non so se i fiori hanno sesso ma questi fiorellini sicuramente sono di sesso femminile.

www.pressinbag.it è una testata giornalistica iscritta al n. 10/2021 del Registro della Stampa del Tribunale di Bari del 10/05/2021.
Per qualsiasi informazione o chiarimento non esitare a contattarci scrivendo ai seguenti indirizzi