
www.pressinbag.it è una testata giornalistica iscritta al n. 10/2021 del Registro della Stampa del Tribunale di Bari del 10/05/2021.
Nicolas Party inizia a dipingere sui muri dove non ci sono cornici capaci di contenere la sua arte.
L’ambiente circostante non è altro, si fonde con l’opera e questo sarà sempre un suo tratto distintivo.
L’avversione verso i muri bianchi delle gallerie lo porta a dipingere anche quelli, venature di colori, quasi fosse marmo. Un continuum capace di scorrere.
“Mettere un quadro su un muro bianco è come mettere un oggetto nel vuoto. Se dipingo il muro, sto creando un mondo. Voglio che lo spettatore senta che non sta solo guardando un oggetto, ma che è entrato dentro l’opera”. Essere parte di un insieme più grande, nessuna contrapposizione.
L’idea di arte intesa come un insieme di fattori che confluiscono, aggregandosi l’uno con l’altro nasce con il collettivo Blakam che fonda a vent’anni nella sua Losanna. Musica, cinema, arti visive, mostre, performance.
Quando dai muri passa alle tele fa qualcosa che confonde il mondo dell’arte, niente olii, ma pastelli, polveri di colore che stratifica con i polpastrelli, con i palmi delle mani. Un processo fisicamente spossante, ma anche sensuale, lo definisce lui. Il perché della sua scelta lo spiega in una intervista “Il pastello è fondamentalmente polvere. È polvere colorata che stendi su una superficie. C’è qualcosa di molto fragile e, allo stesso tempo, di molto vibrante, perché la luce non attraversa un legante come l’olio; rimbalza direttamente sul pigmento”.
Le immagini che appaiono ai suoi occhi gravitano quasi sempre intorno a figure modiglianesche e alla natura in ogni sua accezione, da una pera ad un dinosauro. Quasi sempre forme morbide, che richiamano i fianchi di una donna. Tutto è brillante, i colori sono saturi, intensi, assoluti e infiniti “Il colore è uno dei modi più veloci per innescare un’emozione. Non hai bisogno di un'istruzione particolare per reagire a un rosso brillante o a un blu profondo. È qualcosa di primordiale”.
Nel 2021 l’Hirshhorn Museum a Washington D.C. gli chiede di coprire interamente le superfici perimetrali del museo, oggetto di una ristrutturazione. Party realizza la sua opera più grande di sempre, oltre 250 metri di circonferenza che abbracciano interamente l’edificio circolare del museo. Draw the Curtain, un omaggio al teatro, grandi drappi colorati dai quali appaiono figure in bianco e nero è un invito a tutti i passanti a sbirciare nel mondo dell’arte e della storia.
Partecipare, prendere parte. Non siamo isole e l’arte ci attraversa.
Organizza cene d’artista dove ogni dettaglio è parte dell’opera.
Tutto ciò che fa è un messaggio al mondo a non imbruttirsi, le sue opere rintocchi di un mondo che non esiste e che l’arte con la sua bellezza ci invita a creare.

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