
www.pressinbag.it è una testata giornalistica iscritta al n. 10/2021 del Registro della Stampa del Tribunale di Bari del 10/05/2021.
Mi lavo le mani per fare il pane.
Per uno, per due, per tre, per quattro, per cinque, per sei, per sette, per otto, biscotti.
Una delle tante filastrocche della nostra infanzia.
Fare il pane mi ha sempre affascinato e il solo pensarci è un ritorno alle origini. Mia nonna, come moltissime altre donne, in tempi di guerra, per riuscire a portare avanti una famiglia numerosa faceva il pane "a vendere"; prima dell'alba le pagnotte, dopo lunga lievitazione, venivano adagiate su grandi pale di legno e portate al forno del paese per essere sfornate al mattino presto.
Finita la guerra fare il pane e la pasta in casa era, comunque, rimasta un'abitudine necessaria.
Il profumo di tutto ciò che si preparava si sentiva a distanza ed inondava le stradine del paese già di prima mattina.
Questa passione mi è stata trasmessa e anche se non ho imparato proprio tutte le preparazioni, col tempo, fare impasti di ogni specie mi ha conquistata. Mi piace e mi diverte: panini, ciabatte, pancarré, panbrioche, focacce, focaccine, di tutto.
Con l'utilizzo di ingredienti semplici ma nello stesso tempo con l'attenzione alla provenienza ed alla qualità, senza grandi capacità culinarie, ho capito che questa consuetudine è amore per noi ed i nostri cari, è educare e tornare al buono e genuino, ove possibile.
Ciò che mi incuriosiva era il famoso aggiungere gli ingredienti “a sentimento”.
All'epoca mia nonna e successivamente anche mia madre si arrangiavano con ciò che si aveva in casa e agendo per necessità e con spontaneità nascevano delle delizie che non avevano regole e misurazioni precise.
Mi è capitato di leggere di un americano, Jim lahey, formatosi come scultore, che ad un certo punto della sua vita ha deciso di venire in Italia a studiare panificazione e pare sia l'ideatore del famoso metodo rivoluzionario del “pane senza impasto”. Ovviamente tornato nel suo paese questa è diventata la sua attività principale. Ha scritto su riviste e giornali, ha pubblicato libri con i suoi consigli, le tecniche e le ricette per realizzarlo facilmente in ogni casa.
Farina, acqua, poco lievito e sale, impastati velocemente, una lunga lievitazione e una cottura in pentola di ghisa, per creare una situazione analoga ad un forno di pietra.
Ma la rivoluzione la facevano già le nonne italiane da un bel po’.
Riprendere queste sane abitudini, con la consapevolezza che, con poco, è possibile riportare nelle nostre case qualcosa che, oltre a far bene alla salute, è veramente buono. Il recupero della coltivazione di grani antichi in alcune zone della nostra regione è la conferma di questa tendenza.
Mettere le mani in pasta e, come si faceva una volta, manipolare l'impasto, toccandolo per capire se è della giusta consistenza e, se necessario, correggerlo aggiungendo o togliendo acqua o farina.
A sentimento.

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