Visioni d'insieme

Tra nuvole e montagne

Tra nuvole e montagne

Forte si staglia la voce di Bob Dylan, non si ancora, vola planando su un mondo in rovina.

“Portami a fare un giro sulla tua nave fantasma / Oltre il fumo delle rovine del tempo / Oltre le foglie morte, gli alberi spogli e spaventati / Fino alla spiaggia della memoria, lontana dal rincorrersi dei passi / E stordisci i miei sensi, fa' che io mi dimentichi del presente / E non lasciarmi curare del domani / Nel mattino argentato e scampanellante ti verrò dietro” canta Mr Tambourine Man.

Le parole non toccano terra guardano il mondo dall’alto con pietà e disincanto. I versi solcano l’oceano arrivano ad un ragazzo, suo coetaneo in una terra dove le radici superano le nuvole. Montagne e non cieli disegnano la sua anima.

“Facciamola finita, venite tutti avanti/nuovi protagonisti, politici rampanti/venite portaborse, ruffiani e mezze calze/feroci conduttori di trasmissioni false/che avete spesso fatto del qualunquismo un arte/coraggio liberisti, buttate giù le carte/tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese/in questo benedetto, assurdo bel paese/non me ne frega niente se anch'io sono sbagliato/spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato/coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco/e al fin della licenza io non perdono e tocco/…Venite gente vuota, facciamola finita/voi preti che vendete a tutti un'altra vita/se c'è, come voi dite, un Dio nell'infinito/guardatevi nel cuore, l'avete già tradito/e voi materialisti col vostro chiodo fisso/che Dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso/le verità cercate per terra da maiali/tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali/tornate a casa nani, levatevi davanti/per la mia rabbia enorme mi servono giganti/ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco/e al fin della licenza io non perdono e tocco”, il Cyrano con macchie e pene di Francesco Guccini.

Diventano inni, manifesti, di un ragazzo magro, piccolo e arruffato su una sponda dell’oceano, dall’altra gli risponde l’altro, alto con una voce calda e vera, in mezzo il mondo che con loro spera, sogna, crede.

“E così Rubin Carter fu chiuso in prigione,/Derubato del suo tempo e dei suoi sogni più grandi,/In un paese dove la giustizia è un gioco di carte truccato/E la verità non conta nulla se hai la pelle nera./Come può un uomo rimanere chiuso in una gabbia per anni/Per un crimine che non ha mai commesso?/E la gente passa oltre, gira la testa dall'altra parte,/Fingendo che vada tutto bene./Se sei nero, sai già come va a finire il gioco,/I dadi sono truccati prima ancora di tirare”. Denuncia etica, flussi di coscienza tramutati in domande universali “Sì, e quanti orecchi deve avere un uomo / prima di poter sentire la gente piangere? / Sì, e quante morti ci vorranno prima che egli sappia / che troppe persone sono morte?”. Ieri come oggi in quel mondo e in questo.

“Mi han detto/che questa mia generazione ormai non crede
in ciò che spesso han mascherato con la fede,/nei miti eterni della patria o dell'eroe/perché è venuto ormai il momento di negare/tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura,/una politica che è solo far carriera,/il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto,/l'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto/e un Dio che è morto,/nei campi di sterminio Dio è morto,/coi miti della razza Dio è morto/con gli odi di partito Dio è morto”
piena salda e forte la voce di Guccini censurata in Rai e trasmessa su Radio Vaticana.

Contengono i mondi che attraversano e vivono, inciampano negli amori che anche quando finiscono sono eterni “Vedi cara certi giorni sono un anno,/certe frasi sono un niente che non serve più sentire…/Non capisci quando cerco in una sera/un mistero d’ atmosfera che è difficile afferrare,/quando rido senza muovere il mio viso,/quando piango senza un grido, quando invece vorrei urlare,/quando sogno dietro a frasi di canzoni,/dietro a libri e ad aquiloni, dietro a ciò che non sarà …/Vedi cara è difficile a spiegare,/è difficile capire se non hai capito già”.

La mano scivola sulla chitarra “Tu sei tutto ma quel tutto è ancora poco”.

Sognare, sperare, credere.

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