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Callistemon

Callistemon

Amava andare per vivai, le piacevano tanto i fiori e le piante, non tornava mai a casa senza che avesse comprato una pianta.

Adorava averne in casa ed in giardino. Mentre passeggiava toccava le rose, i suoi fiori preferiti, le annusava, il suo volto si illuminava in un sorriso. Andava alla ricerca di piante particolari, ne studiava le caratteristiche, la posizione migliore in cui collocarle, il periodo di potatura. Un pomeriggio autunnale tornò a casa con un nuovo vaso. Al suo interno una pianta particolare il cui nome deriva dal greco “kalos” che significa bellezza e “stemon” cioè stame. Callistemon, in riferimento alla singolarità dei suoi fiori e agli stami pronunciati. Foglie lanceolate di un verde brillante, aroma agrumato, non molto robuste, una pianta che all'apparenza sembrava piuttosto fragile e delicata. Fu interrata nella parte finale dell'aiuola, così che affacciandosi dal balcone sarebbe stata subito visibile. In primavera il cespuglio cominciò a sbocciare. Non fu subito evidente la forma che avrebbe assunto.Eravamo tutti curiosi di vederne la fioritura. Quando questo avvenne, rimanemmo stupiti nel vederne il risultato. Il fiore era simile ad una spazzola, lo scovolino che si usa per lavare le bottiglie, di un bel rosso brillante. La pianta dal fiore speciale, “fiore scovolino rosso”, che a guardarla incuriosiva molto e regalava allegria man mano che si riempiva di fiori. La sua presenza favorì l'arrivo nel giardino di api e farfalle che in essa trovarono nutrimento a causa del nettare prodotto in abbondanza. Era un piacere vederle volare e posarsi su quei fiori dalla forma così singolare.Volteggiavano nell'aria nelle mattine assolate, libere colorate, instancabili. Sono passati tanti anni da quando ho visto per la prima volta la splendida esplosione della nuova pianta. Ora la casa non è più abitata, se non dal silenzio. Tutto all’interno è fermo, statico, immobile. Ogni cosa è rimasta al suo posto. Oggetti e suppellettili così come sono stati lasciati. Non è più il punto di ritrovo delle festività, delle domeniche. La villa con giardino non ha più l’aspetto che aveva prima anche se le piante resistono alle intemperie, al sole e al tempo. Ci andiamo poco, presi dai nostri impegni quotidiani. Ogni tanto ci incontriamo lì, ci concediamo una pausa e stiamo un po’ insieme. Questo è bello, ci fa stare bene. Mentre siamo lì riusciamo a rivedere e commentare scene di vita passata. Riascoltiamo le voci, rivediamo i volti come se fossero ancora lì. I nostri figli che giocano, ridono, saltano insieme con la spensieratezza dei bambini, circondati dall’affetto di zii e nonni. Due settimane fa mio fratello mi ha mandato una foto. Un’esplosione di colori verde brillante, rosso vivace e giallo chiaro.  Mi pareva quasi di sentire un leggero profumo di agrumi. Il Callistemon in fiore, una gioia per gli occhi e per il cuore. Riaffiorano i ricordi, mi perdo tornando indietro nel tempo. Quel tempo che può cancellare, le cose e le persone, ma non può rubarci i ricordi, quelli no, restano solo nostri, dentro di noi, per sempre. La pianta in primavera continua a fiorire ancora. È forte, resistente, non la danneggia il sole, né la pioggia, né il vento. Qualcosa di ciò che è stato, nonostante tutto continua ad esserci e a dispetto della mancanza di cura, la natura torna ogni anno a rinascere.

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