
www.pressinbag.it è una testata giornalistica iscritta al n. 10/2021 del Registro della Stampa del Tribunale di Bari del 10/05/2021.
Dalle auto nella zona di sosta di Largo 2 Giugno scendono famiglie,
maglie rosa e bianche, un cuore al centro fucsia, Race For the Cure 2026.
La città è Bari, le navette si animano di storie, la meta corso Vittorio Emanuele ed un arco fucsia da cui partire. Nel villaggio nell’area rosa instancabili donne dopo due giorni passati tra pioggia e sole sono pronte con le torte e le crostate fatte in casa a notte fonda da offrire a coloro che parteciperanno alla gara fiere della loro maglia rosa, non quella del Giro d’Italia, ma quella del giro della loro vita. Confortano, sorridono, offrono consigli, non si tirano indietro. Alle 10 uno sparo dà il via, una corsa da 10 chilometri, una da 5, una passeggiata da 2, gruppi, squadre, famiglie, singoli cittadini. È qui nel fiume di gente sotto l’arco che si intuisce il valore della solidarietà, della condivisione, qui si ascoltano voci e silenzi, si osservano sorrisi di gioia e lacrime di felicità. C’è chi corre per ricordare qualcuno strappato troppo presto al gioco della vita e chi per festeggiare la propria esistenza. Le 30 mila presenze non sono un caso, sono il frutto di campagne informative e di sensibilizzazione, perché sotto quell’arco la voce è prevenzione. Quello che stupisce è l’indomito coraggio delle volontarie e dei volontari, ore ad eseguire un compito collettivo perché nulla accada e sia una festa per tutti. Sole pioggia vento non importa, loro sono lì fieri della loro maglia pronti a dare una mano dove e quando serve.
È strano guardare quei volti stanchi ma felici, provati ma sereni, è come se nei tre giorni della Race e nelle settimane precedenti queste donne e questi uomini trovassero la fonte di energie inesauribili. Le donne in rosa le vedi correre, passeggiare, cantare, ballare, produrre lavoretti da vendere e il cui ricavato destinare alla Komen perché nulla si fermi e si amplino i servizi, le reti, le occasioni. Sul palco centrale altri volontari intrattengono il pubblico, nei camper della prevenzione si eseguono esami. Tutto sembra una macchina perfetta. Un palloncino rosa ricorda chi non c’è come la farfalla bianca Angela che volteggia su quel palco e sotto quell’arco, il blues di una barca sola la sua squadra, 532 iscritte a ricordare il suo sorriso, la sua tenacia, la sua forza.
Sull’autobus di ritorno altre storie altre vite e una promessa, l’anno prossimo ci si ritrova esattamente sotto quell’arco prima di guardare il mare. Fucsia in un cielo azzurro.

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