
www.pressinbag.it è una testata giornalistica iscritta al n. 10/2021 del Registro della Stampa del Tribunale di Bari del 10/05/2021.
Vento e pioggia torrenziale, sulle coste sabbiose, il litorale si espone alle intemperie con pazienza e costanza acquisita nei secoli.
L’acqua cristallina lascia spazio a sabbia e terriccio, ancora qualche giorno per tornare limpida e trasparente regalando ai visitatori la vista del fondale. L’orizzonte interrotto dalla montagne con le vette innevate della vicina Albania. San Cataldo marina di Lecce, le dune di poseidonia nella vicina darsena colorano l’aria di un timbro pungente all’olfatto, conserva un tratto di resistenza allo scorrere progettuale delle amministrazioni. Il faro indica la costa, l’insenatura, bianco contro il cielo azzurro. E sullo sfondo loro, le vette dei monti Acrocerauni così vicine al sopraggiungere dello scirocco ed un mare a dividere le due sponde. Rive opposte, stesso mare.
I pini oltre la strada anch’essi scossi dal vento, alcuni precipitati nella terra fangosa, osservano dall’alto delle loro chiome le stesse vette, la stessa neve sperando che arrivi anche qui a coprire per un giorno le superfici e regalare silenzio, quello inusuale, quello dell’inverno. Eppure sembra già primavera, le mimose hanno già tramutato il loro giallo in un marrone bagnato.
A pochi metri dalla costa un windsurf solca veloce la superficie dell’acqua, la vela si gonfia, una rapida virata per invertire la rotta. La gazza sulla tamerice intona un canto, un passerotto cinguetta un’improbabile risposta. Una piccola onda carezza la riva con bianca spuma. Tra cielo e terra, l’orizzonte-mare interrotto dalla vetta.

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