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Un po’ di me

Un po’ di me

Non molto tempo fa mi dicevo: “Vorrei amarmi e accettarmi. Non riesco, ma lo vorrei". Quasi mai mi sono vista o sentita bella.

Se qualcuno mi diceva che lo ero, oppure mi faceva dei complimenti, credevo fosse solo gentilezza. Pensavo: “Vorrei imparare a guardarmi allo specchio.  Senza il timore di vedere riflessa un’immagine che non mi piace, con le piccole rughe di oggi e quelle che verranno.  Con le ferite che io avverto ancora, dopo anni, e che avvertirò sempre.”

La mia autostima? Quasi assente. Ci sono stati momenti in cui mi riconoscevo delle qualità  - come persona, nello studio, sul lavoro - ed era bello sentire la fiducia, l’apprezzamento ed il rispetto di chi mi stava intorno.  Però, dopo aver scelto di non lavorare, è crollato tutto. Io sono crollata, non c’ero e non ci sono stata più per tantissimo tempo.  Ho vissuto per le persone che amo, poco per me stessa. Sapevo di sbagliare, ma non riuscivo a venire fuori da questo vortice in cui mi ero lanciata.

Poi la malattia…

Adesso, finalmente, qualcosa in me sta cambiando. Ho avuto la fortuna di incontrare delle persone straordinarie.  Sono riuscite a toccare le corde giuste e a prendermi per mano. Mi hanno accompagnata a ritrovare la fiducia in me stessa, tanto che riesco a fare - bene e meno bene - cose per me aliene. Mi sto riscoprendo. Mi guardo in maniera diversa. Mi specchio senza paure e con ironia. Vedo in me, al di là dell’aspetto, la bellezza della maturità e della consapevolezza, con gli anni che avanzano e il fisico un po'... sciupato e “ferito”. Non importa, parla di me. Comincio ad amarmi per come sono. E se una cara amica ti dice che “hai negli occhi una luce diversa”, vuol dire che non è illusione. Sono contenta di quello che faccio, perché mi viene dal cuore, poco o tanto è tutto quello che posso. Ora accetto i miei limiti. Non ho raggiunto i traguardi che mi ero prefissata, ma va bene così.  Non mi sento più un mostro per essermi lasciata andare alla rabbia dopo aver ricevuto cattiverie, maleducazione e indifferenza; quando mi sono mancate le attenzioni e la comprensione, la considerazione e il coinvolgimento. Per essermi arrabbiata con me stessa. Non è bello, ma è tanto difficile gestire il dolore dell’anima.  Gli inciampi ci sono e ci saranno ancora, ma so che mi perdonerò e mi rialzerò. Mi rialzo sempre. Alcune volte è difficile, altre lo è meno.  Sta accadendo … Mi sto innamorando di me stessa. Forse domani o tra un minuto mi dirò che “mi amo”. Con tutte le mie fragilità. Senza non avrei avuto un percorso interiore intenso e non sarei la persona che sono oggi. Nel mio viaggio mi è stata regalata un'opportunità meravigliosa, io l'ho colta e la sto vivendo con gioia.

Grazie di cuore a chi, con affetto, ha saputo darmi il “LA” per ricominciare a credere in me stessa.

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