Libreria Marescritto, “Abbiamo una certa idea di libertà”

Libreria Marescritto, “Abbiamo una certa idea di libertà”

“Viaggiare, è proprio utile, fa lavorare l’immaginazione. Tutto il resto è delusione e fatica. Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario.

Ecco la sua forza. Va dalla vita alla morte. Uomini, bestie, città e cose, è tutto inventato. È un romanzo, nient’altro che una storia fittizia. Lo dice Littré, lui non sbaglia mai. E poi in ogni caso tutti possono fare altrettanto. Basta chiudere gli occhi. È dall’altra parte della vita.”

Louis Ferdinand Céline sceglie queste parole per introdurre il suo Viaggio al termine della notte, e da questo libro parte la storia di Isabella Litti, cuore e anima della piccola libreria indipendente Marescritto di Tricase.

L’incontro con i libri è un amore che sboccia e come ogni amore non può essere imposto, risponde a logiche tutte sue che si innescano e deflagrano all’improvviso.

“Nel momento in cui incontri o scopri il piacere della lettura, prende il via un percorso personale, nel quale certi autori e certi libri diventano uno strumento di emancipazione, conoscenza, di superamento di pregiudizi, strumenti di conquista di una autonomia interiore. Ho avuto la fortuna di incontrare subito certi autori che mi hanno fatto scoprire nuovi orizzonti di senso, è avvenuta una sorta di sfondamento mentale. C’era una esigenza di questo tipo ed è avvenuto l’incontro, così, molto naturalmente”.

Céline è il primo grande amore, poi  Il secondo sesso di Simone De Beauvoir, La vita materiale di Marguerite Duras, ma in realtà tutti i suoi libri e poi Kafka, Pasolini, Bufalino, Svevo, Sciascia, la Beat Generation.

Su queste fondamenta nasce la libreria Marescritto.

“La libreria nasce da una esigenza, a un certo punto la passione per la lettura si è trasformata in un progetto di lavoro. Ero a Bologna, in quel periodo cercavo di dare un senso alla mia vita, non avevo ancora trovato la chiave giusta come dice Céline. Parlando con amici venne l’idea di aprire una libreria a Tricase. A questo punto inizia un percorso, un viaggio, con una determinazione che non pensavo di avere. Nel momento in cui inizio a lavorare a questo progetto non mi fermo più”.

La passione per la lettura si trasforma così in qualcosa di più grande, nel voler offrire ad altri quella chiave per poter aprire infiniti portoni, mondi inesplorati da conquistare.

Se i libri sono stati il punto di partenza, l’incontro con tre storici librai le ha permesso di acquisire le conoscenze fondamentali per progettare la sua casa, Marescritto.

“Inizio a Bologna a frequentare professionisti che avevano in questo settore una certa esperienza. Incontro il direttore di un punto Einaudi, Antonio De Simone che inizia a farmi conoscere il mondo del libro dall’altra parte, mi ha dato un imprinting giusto per svolgere questo lavoro nel modo migliore possibile con un approccio di carattere qualitativo. Rientro in Puglia e frequento la libreria Laterza di Bari quando il direttore era Gaetano Rossini e con lui continuo un periodo di formazione importantissimo. Inizio a lavorare al progetto, sempre con l’aiuto e il supporto di Gaetano Rossini, Antonio De Simone e Gerardo Pellegrino della libreria Europa di Maglie. Tre grandi librai”.

Parte quasi in sordina, libro dopo libro, avendo ben chiaro nella sua mente il disegno definitivo. Isabella fa una selezione degli autori più importanti e per ognuno di loro sceglie i titoli più importanti.

La libreria apre quindici anni fa in un piccolo paesino del Capo di Leuca, Tricase, 17mila anime e due castelli. Piccola patria di Girolamo Comi.

Il paese risponde bene e presto Marescritto diventa un punto di riferimento per tutto il basso Salento e in estate, grazie ai flussi turistici, arrivano gli avventori da ogni parte d’Italia.

“E’ importante suggerire alle persone i percorsi più interessanti possibili, il meglio che c’è. Le persone hanno risposto positivamente a questo tipo di libreria, non abbiamo dovuto faticare. Noi abbiamo cercato di offrire il meglio e abbiamo intercettato una domanda che già c’era, le persone desiderose di leggere c’erano”.

Marescritto nasce e colma un vuoto.

“Io credo che quando si fanno cose belle e interessanti automaticamente si svolge una funzione educativa, ma non è una cosa voluta o imposta, è una cosa naturale. Come quando tu hai la possibilità di osservare un’opera d’arte, la bellezza ti educa al bello, ti fa desiderare ancora di più questa dimensione del bello. La lettura è collegata prima di tutto al piacere, all’emozione, come dice Celine, il principio è l’emozione, poi c’è questo percorso personale e soggettivo”.

Quello che poi un libraio fa è essenzialmente parlare coni lettori e intercettare il percorso che ognuno di loro intende intraprendere “cerchiamo di rendere viva una storia, uno scrittore, facendo conoscere libri interessanti si creano nuovi lettori. Coinvolgendoli. E’ fondamentale l’ascolto, cercare di capire di che cosa hanno bisogno”.

Come semi piantati in una terra fertile crescono i lettori e cresce anche la Marescritto che diventa “una libreria di comunità. Qui nascono idee, progetti, senza la frenesia degli eventi, dei festival”.

Litti cita l’ultimo saggio di Goffredo Fofi (La cultura è l’oppio dei popoli), dove l’autore mette in guardia sulla cultura intesa come oggetto di consumo rapido “se non riesci a coglierne l’essenza c’è il rischio che la letteratura non svolga più quella funzione di emancipazione e conoscenza” e diventa banalmente e pericolosamente uno strumento nelle mani del potere per raccogliere consenso.

Tra i libri impilati uno sull’altro, si delinea una immagine precisa di questa piccola libreria tirata su libro dopo libro partendo dai capi saldi della formazione culturale di Isabella. Mentre parla ha sempre con se una vecchia copia di Viaggio al termine della notte del suo amato Céline, un libro che racconta due storie, quella pensata dallo scrittore e quella della Litti, che ha letto, sottolineato, scritto al margine, fatto suo il romanzo francese. Costruisce se stessa e la sua libreria partendo dagli insegnamenti dei suoi libri preferiti. Così da Céline prende la capacità di smascherare la natura umana, le ipocrisie, il perbenismo. Dalla Duras il suo essere dalla parte delle donne senza appartenere ad alcuna ideologia, cita le sue parole che diventano quasi un mantra “ho questa idea di libertà che coincide con me stessa”.

Quella stessa libertà che si incontra lungo il viaggio di Pasolini e della Beat Generation e che oggi porta Isabella, che parla per Marescritto, a dire “vogliamo restare quello che siamo, non vogliamo assoggettamenti perché siamo una libreria di comunità e abbiamo una certa idea di libertà”.